Pane e sigarette

Ci sono racconti che potrei riascoltare all’infinito.

Quelli di mia nonna sulla guerra (quella del ’39, per capirci), rientrano in pieno in questa categoria: perchè certe storie acquistano una bellezza rarissima che solo la voce sa dare.

Così qualche giorno fa ho deciso che era nuovamente tempo di racconti.

Ora, io non sono una che santifica le feste, non mi ritrovo in certi meccanismi tipici di alcune festività religiose, ma il 25 aprile per me equivale ad una Pasqua.

E’ sacro.

E non si discute.

Ho ripensato ai due proiettili che hanno trapassato il cappello del mio bisnonno perchè negava ai fascisti il suo grano,alle notti che ha passato in bianco mia nonna per macinare “de sfroos” un po’ di farina o ai soldati americani che sfilavano sui loro carri e regalavano pane e sigarette ai bambini che correvano loro incontro e ho scelto.

Pane: per santificare il giorno della Liberazione.

Pane di farro, noci e cioccolato.

La ricetta è molto simile a quella della lavorazione semplice a due impasti che si trova qui ,Comunità del cibo pasta madre , con alcune variazioni nel secondo impasto.

SECONDO IMPASTO
– 350 gr. dell’impasto rinfrescato,
– 700 gr. circa di farina a piacere (grano”0″ e farro integrale sono state la mia scelta)
– 300 gr. circa di acqua tiepida
– una manciata di noci
– gocce di cioccolato fondente
– 2 cucchiaini di sale
– 2 cucchiai di olio.
Il pane che otterrete non sarà un pane dolce, mancano infatti le uova, lo zucchero e grassi vari, piuttosto un pane arricchito, perfetto per la colazione.
Immagine
“Tu non sai, cara, quanta paura fanno i carri armati…”
(E pensare che portavano la Libertà)

4 thoughts on “Pane e sigarette

  1. non piace neanche a me santificare le feste però mi piace molto caratterizzarle per un loro profumo, qualcosa che poi si trasformi in tradizione, rito, ritrovo.

  2. anche mio nonno mi racconta sempre del periodo di guerra. Gli è rimasto talmente forte il ricordo della fame che ancora oggi che ha 80 anni, ogni volta che andiamo fuori città (per magari andare a mangiare in qualche ristorante) si ferma dal panettiere per comprare il pane.

  3. Di mio nonno ho più un ricordo legato ai sorrisi:a lui la guerra aveva cancellato la voglia di raccontare, ma non gli aveva tolto la voglia di sorridere, anche solo con lo sguardo…

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