Metà anatra e metà mela

Io adoro ballare. Da bambina battevo il tempo con la testa in continuazione, anche senza musica (e qui ci sarebbe da aprire un capitolo intero sulla presunta follia della sottoscritta, ma passiamo oltre), senza che me ne accorgessi. E se mio padre, o chi per esso, mi prendeva la testa e cercava di fermare questo moto perpetuo con le mani, io attaccavo a battere il piede.

Detto questo bisogna anche spiegare che il Tuttologo è il Re della mattonella: non lo schiodi da lì neanche sotto tortura. Si può quindi immaginare la mia totale disperazione ogni volta che si presenta anche la più remota possibilità di ballare insieme.

Allora com’è che da quasi una settimana lo sto viziando a colpi di portate per ringraziarlo di avermi fatta ballare tutta la notte?

Succedono cose strane con questo sole che ti picchia sulla testa

Per il gran finale, il risultato di ieri è stato questo: il connubio tra due sapori così dissimili fra loro eppure perfetti insieme.

PETTO D’ANATRA E SALSA DI MELE GRAVENSTEIN CARAMELLATE

Immagine

Ingredienti (dosi per 2 persone)

un petto d’anatra grande (o due piccoli)- una mela- 2 cucchiai di zucchero di canna- rosmarino- salvia- olio extravergine- sale- pepe.

Preparazione

Incidete la pelle del petto d’anatra e aromatizzatela con le erbe che avrete tritato precedentemente. Ungete con un filo d’olio e lasciate in frigorifero per qualche ora. Tagliate la mela a spicchi e privatela della pelle e dei semi all’interno. Scaldate la pentola antiaderente e adagiatevi il petto dalla parte della pelle.

Una volta che si sarà rosolato, giratelo e lasciatelo rosolare per 5 minuti. Togliete la carne dal fuoco e lasciate lo nel forno caldo. Nello stesso tegame metette lo zucchero e fatelo caramellare, facendo attenzione  a non bruciarlo. Poi aggiungete gli spicchi di mela e fateli cuocere per 2 minuti.

Tagliate l’anatra e servitela insieme alle mele caramellate intere o passate.

Nota: le mele Gravenstein hanno origini antiche, sono molto succose e caratterizzate da un sapore asprognolo, possono essere consumate fresche o trasformate. A causa della loro maturazione variabile hanno rischiato di sparire dalle nostre tavole, tanto che è stato creato un Presidio Slow Food, che ha come obiettivo la tutela e la loro salvaguardia. La maggior produzione di questi meli si trova tra gli Stati Uniti e il Canada, ma con un po’ d’impegno è possibile reperirne qualche pianta anche qui in Italia.

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