Unapiccolamela cresce e cambia casa

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Sarà uno strano post questo, senza ricetta, senza ingredienti, ma con una notizia a dir poco importante.

Unapiccolamela.wordpress.com cambia casa: lunedì festeggiamo un anno insieme e  non potevo certo starmene con le mani in mano.

Data la mole di gioia e di soddisfazioni che questo blog mi sta dando, ci voleva un regalo che fosse all’altezza della situazione.

L’indipendenza prima di tutto, quindi la sottoscritta dopo mesi di elucubrazioni e di calcoli, ha deciso che era arrivato il tempo di cambiar casa, di traslocare… La mia nuova casa sarà:

http://www.conlemaninpasta.com/

E se l’idea di seguirmi in questa nuova avventura non vi dispiace poi tanto, segnatevi il nuovo indirizzo e correte a dare uno sguardo: sarebbe orribile avere una casa enorme e nessuno con cui condividerla!

A presto!

 

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Merende e merendine

Caso vuole che sia sabato e io di sabato cerco di evitare i supermercati, mi voglio troppo bene per infilarmi in qualche alienante labirinto al neon, dove tutti hanno fretta e pochi si rivolgono la parola.

Mi piacciano i negozi familiari, le ricette scambiate con lo sconosciuto in attesa. Niente di personale, semplicemente il mio senso critico non ne esce indenne nemmeno da una comunissima spesa: inizio a osservare i carrelli, a partire dal mio, ad analizzarne il contenuto e, il più delle volte, finisce che mi ritrovo a fare tremendi pensieri su di me e sull’umanità.

Avere tre figli non aiuta il Dr. Jekyll che è in me: tutta la mia bontà soffiata via da una merendina!

Dopo i panini al latte e le macine home made per la colazione, è arrivato il momento di iniziare a pensare anche alla versione salata di una merenda più “leggera”.

TARALLI ALL’OLIO D’OLIVA

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Taralli significa Puglia, o almeno in questa versione, anche se potreste incontrarlo, in versioni differenti in Campania, Calabria e Sicilia.

Sarà colpa del mio odio per i supermercati il sabato pomeriggio, sarà colpa del recente corso di panificazione, ma a me è tornata la voglia di panificare anche con il lievito di birra!

Ingredienti (dosi per 60 taralli circa)

250 g farina tipo 00- 50 g vino bianco secco- 50 g olio di oliva extravergine- 50 g acqua tiepida- 3 g lievito di birra fresco- 1 cucchiaino di sale fine.

Preparazione

Sciogliete il lievito nell’acqua. Impastate la farina con il lievito sciolto, il vino e l’olio. Lasciate in autolisi per circa 20 minuti, aggiungete il sale e impastate ancora, aggiustando, se necessario, con acqua e farina fino a ottenere un composto liscio elastico. Formate una palla e lasciate lievitare per 1 ora in un luogo fresco. Riprendete la palla, quindi staccate dei pezzettini e rotolateli in modo da formare dei salsicciotti di circa 1 cm di diametro.

Ritagliate dei piccoli pezzi di 7/8 cm e formate i taralli. Portate a ebollizione abbondante acqua e tuffate una decina di taralli alla volta. Quando vengono a galla scolateli con la schiumarola e metteteli ad asciugare su un telo da cucina. Una volta asciutti trasferiteli su una placca coperta di carta da forno e cuoceteli  per 10 minuti a 200°C e poi a 160°C per altri 40 minuti. Lasciate raffreddare completamente prima di servire.

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Si tratta di una ricetta davvero veloce: in meno di un’ora di lavoro avrete i vostri taralli in forno e un motivo in più per godere di un rilassante aperitivo in compagnia!

Il segreto era l’acqua

Un niente.

Questo è il tempo che ho impiegato per scoprire abbastanza intuitivamente un segreto che tanto segreto non era.

In un anno di folle panificazione autodidatta, mi sono decervellata per trovare il bandolo, il perchè, la risposta o giustificazione alla domanda di tutti, esattamente come capita in quelle due giorni di stiracchiati fine settimana al mare, con le dita dei piedi che si graffiano tra loro per la sabbia ancora da scrollare, mentre addentando una focaccia appena sfornata o un piccolo pane caldo, ci chiediamo cosa lo renda così irripetibile.

Se hai occhi miopi, hai bisogno del giusto paio di lenti e poi a imparare non ci si rimette mai nulla!

Un breve corso di panificazione domestica, di questo avevo bisogno, per fugare i dubbi e piantare qualche certezza in più. In un niente, le risposte sono arrivate, esattamente dove la mia fronte si corrucciava di più, e oggi voglio condividere con voi la bellezza e la bravura di chi ha tenuto questo corso.

In una tre giorni intensa Davide Longoni, dell’omonimo panificio di Monza, appartenente alla Condotta Slow Food di Monza e Brianza, ci ha dato la dovuta “infarinatura” e ha pazientemente sopportato le nostre continue e assillanti domande.

Dopo una prima serata di pura teoria sulle farine e i lieviti naturali, ci siamo dedicati  alla preparazione dell’impasto per la pizza e della biga.

La pizza bianca

L’ultima delle tre sere abbiamo realizzato un impasto di pane con la biga e un pane campagnolo con lievito madre.

Così poco? Direte voi.

Così tanto, dico io.

Le giuste basi che ognuno di noi dovrebbe conoscere.

Cosa rende tanto speciale questo pane bianco rispetto a tutti quelli fatti fino ad oggi? Gli alveoli, il peso e una morbidezza che fin’ora avevo sfiorato appena. 

E il segreto era l’acqua.

PANE DI CAMPAGNA CON LIEVITO MADRE

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Ingredienti

500 g farina macinata a pietra-  200 g lievito madre (liquido- idratato al 100%) rinfrescato e attivo- 260 g acqua tiepida (impasto idratato al 60%)- 12 g sale- 5 g malto.

Preparazione

** Nota iniziale: quando si panifica utilizzando la pasta madre liquida è necessario calcolare l’acqua già presente al suo interno per poter definire quanta acqua servirà ancora per idratare l’impasto fino alla percentuale desiderata.

Nel nostro caso, volendo un’idratazione del 60%, sapendo che la farina ha un peso di 500 g e che nella pasta madre ne abbiamo già presenti altri 100 g, l’acqua necessaria a raggiungere l’idratazione voluta è di 360 g totali.

Avendo già 100 g di acqua nella nostra pasta madre, i grammi d’acqua di cui realmente avremo bisogno sono 260.

Questo semplice calcolo ve lo porto ad esempio, per capire come quantificare di volta in volta i grammi che vi saranno necessari alla realizzazione dell’impasto.

Sciogliete il lievito in acqua, aggiungete la farina col malto e iniziate a fare assorbire l’acqua senza impastare in maniera decisa.  Lasciate riposare in autolisi qualche minuto, poi aggiungete il sale e impastate fino ad avere un impasto liscio ed omogeneo. Se dovesse risultare appiccicoso non aggiungete farina, lasciate riposare la pasta e con le mani pulite cercate di lavorarlo brevemente. Utilizzate la tecnica della pirlatura, che serve a dare maggior forza all’impasto, mettete la palla dentro ad un canovaccio infarinato e coprite. Dopo circa due ore sgonfiate delicatamente e fate delle pieghe, poi rimettete l’impasto al coperto e lasciate lievitare circa 7 ore (i tempi di lievitazione sono variabili a secondo di temperatura/umidità7tipo di farina, quindi imparate ad osservare il vostro pane).

Ricavate le vostre pagnotte e formatele a piacere, fate riposare altre due ore sempre coperte da un telo , riscaldate il forno a 220°C (programma del forno statico) e umidificate o con un pentolino basso sul fondo pieno d’acqua o con uno spuzzino.

Con oggi ho inaugurato anche la cottura con pietra refrattaria nel forno domestico: se volete fare come me, procuratevi una pietra refrattaria (la trovate nei negozi che vendono materiali per l’edilizia), inseritela sulla griglia mentre portate a temperatura il forno e riponetvi sopra le pagnotte quando quest’ultimo avrà raggiunto la temperatura desiderata.

La pietra aggiunge quella spinta in più dal basso che aiuta il pane a lievitare.

Cuocete per circa 35/40 minuti, abbassando a 200°C se necessario.

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La baguette

Doveva essere un altro pane, questo. Doveva essere il LordCob Bread, per la precisione.

Doveva essere un pane da regalare, un dono un po’ speciale, casualmente caduto nel giorno di S. Valentino.

Poi i tempi si son fatti stretti la pasta madre era pronta, quella sì, ma non c’erano le farine, o meglio c’era solo un mezzo sacco da cinque chili di manitoba e per noi abituati all’abbondanza e alla scelta è come essere in carestia.

L’occhio cade su un’immagine e trova sempre la soluzione giusta.

BAGUETTE

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L’incontro è avvenuto sul blog di Martina, un blog splendido, che vi consiglio davvero. Riporto la modalità di preparazione che ha descritto Martina, che trovo davvero chiara e ben fatta, e vi lascio il link con la sua versione, differente dalla mia per tempistiche e per l’uso della pasta madre, così se siete più avvezzi all’uso del lievito di birra o se avete poco tempo, potrete comunque preparare questo splendido pane.

Per la preparazione della baguette è necessario avere uno stampo forato apposito, io non l’avevo, ma (stranamente) ho deciso di prepararle ugualmente.

Ingredienti

500 g di farina di forza (Manitoba)- 320 + 30 g di acqua- 150 g lievito madre rinfrescato e attivo- 10 g sale.

Preparazione

Sciogliete il lievito in un poco d’acqua, poi aggiungetelo alla farina che avrete versato nell’impastatrice, mescolate bene, poi versate i 320 g di acqua e avviate l’impastatrice  a velocità bassa. Valutate la consistenza dell’impasto che non deve essere eccessivamente morbido, ma neanche duro. Deve risultare un impasto elastico, simile a quello della pizza. Ora aggiungete il sale e portate l’impasto a incordatura: l’impasto è incordato quando si arrampica sul gancio staccandosi dalle pareti e dal fondo dell’impastatrice e all’aspetto risulta semilucido, liscio ed elastico.

Riponete a lievitare in un contenitore precedentemente oliato e attendete il raddoppio (circa 3 ore).

Al raddoppio, capovolgete l’impasto su un piano di lavoro e dividetelo in 4 pezzi (all’incirca ogni pezzo peserà 210-215g). Lasciate riposare le palline formate, coperte da un panno e da un sacchetto di plastica per 10-15 minuti, poi prelevatene una alla volta, schiacciatela a formare un ovale, sgonfiando l’aria, poi formate la baguette come indicato in questo video.

Adagiate le baguette su carta da forno infarinata, ben distanziate e lasciate lievitare per 2 ore. Venti minuti prima di infornare portate il forno a 250°.
Fate rotolare una baguette alla volta su un cartone stretto e lungo almeno quanto le baguette e con lo stesso poi fatele rotolare su una teglia da forno. Quando avrete trasferito tutte e 4 le baguette sulla teglia, munitevi di una lametta, di un bisturi o di un taglierino molto affilato tenendo la lama a 45° per rapporto alla baguette praticate dei tagli veloci quasi paralleli alla lunghezza della baguette.
Prima di infornare spruzzate le baguette con dell’acqua e spruzzate anche le pareti del forno in modo da creare vapore. Inserite anche una ciotola di metallo sul fondo del forno e metteteci un dito di acqua bollente. Abbassate il forno a 240° e infornate. Dopo 5 minuti aprite velocemente la porta del forno e spruzzate di nuovo le pareti e le baguette. Proseguite la cottura per altri 15 minuti circa. Le baguette dovranno essere ben dorate. Spegnete il forno e trasferite le baguette dalla teglia alla griglia. Lasciatele per 10 minuti nel forno spento, poi toglietele e fatele raffreddare in verticale.

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Svegliarsi col profumo di pane che riempie l’aria di casa, la neve fuori, come un tappeto caduto sulle nostre teste, mi diceva che sarebbe stato un buon giorno.

La nuova rubrica del lunedì-Meat Free Monday

Quando ci siamo conosciuti, lui era un carnivoro convinto, da due bistecche al giorno e la verdura-questa sconosciuta- io, invece, vegetariana senza pentimenti più per questioni etiche che di dieta, come piaceva credere ai miei genitori.

Se si sceglie d’esser vegetariani, bisogna farlo con criterio, perché una dieta sbilanciata può creare qualche vuoto qua e là ed io, purtroppo, l’ho imparato a mie spese. In otto anni non mi son mai degnata  di parlare con un nutrizionista, convinta che la mia scelta fosse corretta anche nel metodo.

Ora, pur avendo ripreso una regolare dieta onnivora, rimango comunque sensibile a tutto ciò che gira intorno a questa tematica, per questo parlare del Meat Free Monday  mi fa sorridere.

Quando Sweetie ne ha parlato la scorsa settimana, nel post della sua Torta salata di porri e ricotta , ho pensato che dato che non c’è più la rubrica della torta del lunedì, potevo approfittarne per fare una cosa buona e giusta e iniziare la rubrica del Meat Free Monday (letteralmente- Lunedì senza carne).

Che dite ce la farò a mantenere per più di due mesi la nuova rubrica?

GRATIN DI CARCIOFI AL LIMONE E PECORINO IMG_5750

Che i carciofi siano i miei fiori invernali preferiti, lo dovreste sapere già, quello che non sapete è che Lui non li sopporta affatto.

Certo non si tratta di una di quelle ricette eteree, che fanno da epilogo perfetto al Natale, ma quando si ha a che fare con bambini ultramaggiorenni allergici alle verdure, questa è una delle poche soluzioni che si può adottare per non incorrere in un “No, io non lo mangio”.

Ingredienti (dosi per 4 persone)

6 carciofi-2 patate- 500 ml latte- 200 g pecorino sardo-40 g farina- 40 g burro- 1 limone- 1 bicchiere di vino bianco secco- 2 tuorli- sale- olio extravergine- 1 peperoncino- 2 spicchi d’aglio.

Preparazione

Lavate il limone e pulite i carciofi dalle foglie e dai gambi, gli scarti teneteli da parte per farne una vellutata o un risotto.

Tagliateli a fettine e metteteli in ammollo in acqua acidulata col succo di limone (tenetene due fette da parte per dopo).

Fate scaldare l’olio in un tegame insieme all’aglio tagliato a fettine e al peperoncino spezzato, saltate i carciofi, insieme a le due fette di limone, e sfumate col vino. Eliminate le fette di limone, il peperoncino, salate e spegnete.

Cuocete le patate in acqua bollente per 15 minuti, scolate e lasciate raffreddare.

In un altro tegame preparate la besciamella: mescolate il burro morbido con la farina e non appena il roux sarà tostato, aggiungete il latte caldo, mescolando in continuazione con la frusta.

Allontanate dal fuoco e aggiungete 100 g di pecorino grattugiato e i tuorli d’uovo, mescolando ancora fino ad amalgamare bene il tutto.

Scaldate il forno a 200°C e preparate le cocotte distribuendo in questo modo gli ingredienti: besciamella, carciofi, patate a filetti, pecorino a scaglie.

Infornate per 10′, sfornate e lasciate riposare 10′ prima di servirle.

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Se ne avete voglia è ancora  possibile votare per la mia candidatura al contest di Grazia.it. Cliccate sul badge qui a destra e poi sul cuoricino accanto alla mia foto. Grazie!

Happy Meat Free Monday!