Vegan Chocolate Almond Cake

Fuori è di un bianco così insistente da far quasi male agli occhi.

Una neve continua, fitta, che pare quasi di aver sbagliato a guardare il giorno sul calendario. Ma che sia il 24 di febbraio lo sappiamo bene, soprattutto per certi eventi che ci stanno tenendo col fiato sospeso, un po’ come tutta questa neve. 

Avrei voluto scrivere prima di questa torta, in preda alla mia solita leggerezza domenicale, ma c’erano cose da fare, oggi, cose che non si possono rimandare.

Figlio n. 1 è nell’età giusta per volerne capire un po’ di più e per tutto il viaggio si sono sprecate le domande.

A me piace dare a tutta questa storia un tono solenne,  trasformare le persone comuni in supereroi, come quando gli racconto che, per arrivare fino a qui, fino a quella strana parole che si chiama democrazia, molte persone come mio nonno hanno dovuto combattere, questo mi piace raccontare.

E forse è vero che sono stati dei supereroi a portarci fin qui: persone apparentemente normali, che con un coraggio estremo hanno sconfitto il Male, o qualcosa di simile.

Poi siamo rientrati e la torta era ancora lì, leggera e soffice come la neve, o come me.

TORTA VEGANA AL CACAO E MANDORLE

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La ricetta di questa torta l’ho vista qualche giorno fa sul blog di Sweetie e il primo istinto che ho avuto è stato quello di tuffarmici. Non potendo farlo direttamente sullo schermo, ho optato per il secondo istinto: rifarla al più presto!

Così ho modificato qui e là gli ingredienti e ho infornato.

Ingredienti (dosi per 2 stampi da 15 cm)
180 g farina tipo 00- 45 g farina di mandorle- 50 g farina tipo 0 farro- 1 bustina di lievito (16 gr)- 230 g zucchero di canna- 120 ml di olio di oliva- 350 ml di acqua- 60 g cacao amaro+ un cucchiaio per spolverare gli stampi- 20 g granella di mandorle- mandorle a lamelle per decorare.
Preparazione
In una ciotola capiente mettete le farine, la granella di mandorle, lo zucchero, il cacao, il lievito e  lavorate tutti gli ingredienti con le fruste elettriche, aggiungendo a filo l’acqua e l’olio, fino ad ottenere un composto omogeneo. Ungete gli stampi e passateli col cacao.
Versate il composto, decorate con le mandorle a lamelle e cuocete in forno già caldo a 175°C per 45 minuti circa.
Se, trascorso questo tempo, facendo la prova dello stecchino, la torta dovesse risultare ancora umida, lasciatela ancora in forno e toglietela solo quando risulterà pronta.
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Petit pot al gianduia con crema di pere aromatizzata all’arancia

Avevo detto basta cioccolato, infatti.

E dire che mi ritenevo una a basso rischio dipendenza da dolci e tutto il resto, ma rimaneva quella tavoletta lasciata a metà e una pera che aveva più voglia di andarsene che di restare.

Ho sentito storie fantastiche su les petits pots, c’è chi li prepara a freddo, chi li cuoce a bagnomaria, al cioccolato, alla vaniglia, alla frutta, con o senza panna, con o senza burro…insomma, potevo farmi scappare quest’occasione?

Questa è la mia versione, il mio augurio per un buon fine settimana.

PETIT POT AL GIANDUIA CON CREMA DI PERE

AROMATIZZATA ALL’ARANCIA

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Ingredienti (dosi per 6 petit pot)

Per la crema al gianduia: 400 ml latte intero- 100 ml panna fresca- 1 bacca di vaniglia- 3 tuorli d’uovo- 50 g zucchero di canna- 60 g cioccolato gianduia- 20 g farina di nocciole.

Per la crema di pere: 3 pere piccole- 2 bacche di anice stellato- il succo di un’arancia- 2 cucchiai di zucchero di canna- 1 cucchiaio di whisky.

Preparazione

Preparate la crema di pere: pulitele e tagliatele a spicchi, mettetele in un pentolino con tutti gli altri ingredienti, fate cuocere a fuoco bassissimo, finchè saranno morbide (circa 20 minuti). Eliminate l’anice, frullatele e lasciate raffreddare.

Riscaldate il forno a 170 °C.

In un pentolino scaldate a fuoco basso il latte con la bacca di vaniglia tagliata a metà. Lasciate venti minuti in infusione, poi filtrate. Se il latte risultasse freddo al tocco, scaldate ancora, aggiungete il cioccolato e la panna, mescolate bene e spegnete. Nel frattempo, in una terrina lavorate i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina, amalgamate il composto di latte e cioccoalto e distribuite il tutto nei vasi (dei vasi di recupero di quelli dello yogurt andranno benissimo).

Mettete i vasi in una pirofila e riempite la teglia con acqua sufficiente a coprire  per 3/4 i vasi. Cuocete per 45 minuti circa. Togliete dal forno e lasciate raffreddare a temperatura ambiente, prima, poi un paio d’ore in frigorifero prima di servire con la loro crema di pere.

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Ecco, io due ore non ce l’ho proprio fatta ad aspettare…

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Oggi pane e salame domani…

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Stagionalità e sue deviazioni

Buon 2013!

Siamo ancora in tempo per farvi gli auguri? E’ vero, ci siamo fatte attendere, ma in tutto questo tempo – tra una fetta di pandoro e un bicchiere di spumante  – non abbiamo fatto altro che pensare a voi e al nostro appuntamento mensile con la stagionalità.

Trattandosi di un mese tanto bistrattato per la vicinanza con le festività, abbiamo pensato di dargli quella nota in più, come il secondo capitolo di un bel libro.

Quindi per questa volta permetteteci un piccolo strappo alla regola.

Solo per gennaio abbandoniamo il concetto di stagionalità, per portare sulla vostra tavola un intero menù a base di uno degli ingredienti più amati da…beh, da qualsiasi palato!

Che la festa abbia inizio e che sia un dolce, dolcissimo anno nuovo per tutti voi!

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Crostini gorgonzola, pere e cioccolato

Tagliatelle al cacao con ragù di cinghiale

Tortelli al cacao con ripieno di Castelmagno

Mole poblano

Tortino morbido al gianduia e fleur de sel

Devil’s food Birthday Cake

Biscotti al cioccolato e fleur de sel

Mole poblano

Chi di voi non ha sentito un fremito guardando questa scena del film Chocolat?Mi pare di sentirlo il profumo del cioccolato che scivola generoso sulla carne appena sfornata e la sua nota pungente data dal peperoncino.

Di questo film, questa è una delle scene che preferisco: un assaggio e potrei essere dentro i vicoli di Oaxaca, avvolta dall’aroma del cacao appena tostato e dei sacchi carichi di fave impilati accanto all’uscio, o seduta in qualche comedor, fra tanti cappelli di paglia.

Ci sono percorsi che ci rimangono dentro, indipendentemente dal passare del tempo, così intensi che basta il profumo di una spezia a riportarci fin lì.

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Comedor- Oaxaca

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Musica a Oaxaca

Monte Albán- Oaxaca

Monte Albán- Oaxaca

Fuori nevica, ma sulla pelle mi sembra ancora di sentire l’odore della polvere di Monte Albán.

MOLE POBLANO

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La ricetta del mole poblano è una tra le ricette più complesse della cucina messicana.

Esistono numerosissime varianti, solo nel mio piccolo libro di cucina messicana ne esitono ben tre versioni, ma la più nota e quella da cui si dice traggano origine tutte le altre, è quella del Convento di Santa Rosa.

Non avendo a disposizione tutti i peperoncini citati nella ricetta originale, mi sono permessa di modificarla, eliminando anche qualche altro ingrediente che per certo non avrebbe riscosso un gran successo su questa tavola. Inoltre, per rendere la ricetta più rapida ho sostituito il petto di tacchino al classico tacchino intero.

Ingredienti (dosi per 4 persone)

Per il tacchino: 1 petto di tacchino da 1 kg circa- 1 spicchio d’aglio- 1 cipolla piccola- olio extravergine-sale.

Per la salsa “mole poblano”: 2 cucchiai di olio extravergine- 2 peperoni verdi piccanti-  3 peperoncini rossi piccanti (freschi o essicati) 400 g salsa di pomodoro- 2 spicchi d’aglio- 75 g di mandorle sgusciate- 40 g di arachidi sgusciate- 2 chiodi di garofano- qualche grano di pepe nero- mezzo cucchiaino di coriandolo-1 pizzico di cannella- 50 g di cioccolato fondente- 2 cucchiai di zucchero- brodo di tacchino o di altro tipo di carne- sale.

Preparazione

Scaldate il forno a 180°C. In una pentola, scaldate un filo d’olio e fate rosolare il tacchino su tutti i lati insieme all’aglio, alla cipolla affettata grossolanamente. Una volta che il petto sarà rosolato a dovere, trasferitelo in forno coprendo fino a metà con del brodo di carne. Lasciate cuocere circa un’ora, rigirando di tanto in tanto e aggiungendo del brodo se necessario.
Pulite i peperoni e i peperoncini, eliminando i semi, e fateli rosolare per qualche minuto in poco olio, poi eliminate la pellicola esterna bruciacchiata e metteteli in acqua bollente, dove dovranno rimanere a riposare per 2 ore (nel caso utilizziate quelli essicati, metteteli a bagno in acqua tiepida per 30 minuti, prima di cuocerli). Scolateli, frullateli e metteteli in una capace terrina.

Tritate cipolla e aglio e fatelo rosolare nella padella dove avete fatto rosolare i peperoni.
Versate nel frullatore il soffritto di aglio e cipolla, aggiungete un paio di cucchiaiate del brodo di tacchino, frullate per un minuto, quindi versate tutto in una terrina.

Tostate le mandorle in un tegamino, le arachidi, i chiodi di garofano, i grani di pepe, la cannella e la salsa di pomodoro cuocete per cinque o sei minuti, poi versate tutto nel frullatore, mixate bene e poi versate il contenuto nella stessa terrina del precedente composto.
In un tegame fate scaldare un filo d’olio, versate il composto ottenuto e unite poi il cioccolato, lo zucchero, salate, pepate, e dopo quattro o cinque minuti versate nella casseruola 1/2 litro (circa) del brodo di carne. Abbassate la fiamma e fate cuocere per mezz’ora (se vi sembra che la salsa diventi troppo densa aggiungete ancora brodo prima di spegnere). A fuoco spento, lasciate riposare il “mole poblano” per almeno due ore. Passato questo periodo, mettete i pezzi di tacchino nella casseruola del “mole”, rimestate e fate cuocere per dieci minuti.
Potete servire il mole con del riso bianco e dei semi di sesamo tostati.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Oggi pane e salame domani…

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Only for chocolate lovers

Ancora un compleanno, il terzo in sette giorni… ammetto di aver vacillato un po’ sulla scelta del dolce da preparare.

I fratelli più piccoli crescono quando meno te lo aspetti, forse facendo più fatica degli altri perchè sulle spalle c’è il peso di tutti i giudizi e i consigli che da “brava” sorella maggiore ti sei sentita di dovere offrire ad ogni costo.

Ma al fratello più piccolo un dolce non si nega mai.

Soprattutto se nella mente hai ancora impressa  l’immagine di un bambino che invece di giochi, cercava i dolci dietro al vetro appannato della pasticceria o che appena terminato il pranzo chiedeva candidamente: “Cosa mangiamo questa sera?”

TORTINO MORBIDO AL GIANDUIA E FLEUR DE SEL

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La ricetta l’ho presa dal libro de La Tartine Gourmande. Si tratta l’ultima ricetta prima dell’indice e per quanto ne so è uno dei modi migliori per chiudere un libro.

Riporterò la ricetta esattamente come quella di Béa, l’unica modifica che ho riportato è riguardo a temperatura e tempi di cottura, che per quello che potuto provare, sono eccessivi se si vuole mantenere la morbidezza del tortino.

Ingredienti (dosi per 4 piccoli ramequin)

85 g burro- 110 g cioccolato fondente extra (70%)- 2 uova intere e 1 tuorlo- 50 g zucchero di canna- 25 g farina di nocciole- 1/2 cucchiaino di fleur de sel– 1 bacca di vaniglia- 4 pezzi di cioccolato al gianduia- farina per gli stampi a piacere- zucchero a velo per guarnire.

Preparazione

Riscaldate il forno a 200°C, imburrate e infarinate gli stampi. Fate fondere a bagno maria il cioccolato con il burro a pezzetti.

In una terrina lavorate con la frusta le uova, lo zucchero e il fleur de sel fino a quando il composto sarà chiaro e spumoso (circa 8 minuti). Aggiungete la polpa della bacca di vaniglia alla farina di nocciole e aggiungete il tutto alle uova lavorate.

Amalgamate il tutto col cioccolato fuso, lavorando dall’alto verso il basso. Distribuite il composto necessario a riempire metà ramequin e nel centro disponete il pezzo di cioccolato al gianduia. Coprite con uno strato di composto e fate la stessa operazione per tutti e quattro gli stampini. Infornate per circa 10 minuti, sfornate, lasciate intiepidire cinque minuti e servite cosparsi di zucchero a velo.