Pasta Madre Day

Oggi cielo azzurro e io mi ci specchio perfettamente!

E’ stata una giornata lunga quella di ieri, intensa ed attesa.

Mi ci sono riempita gli occhi con i visi e lo stupore di chi ha partecipato con me al Pasta Madre Day e ci sarebbero un’infinità di aneddoti di cui parlare: potrei raccontarvi di mio marito che mi sveglia con un bacio per dirmi “Manu, il lievito è esploso in frigorifero”, o del viso preoccupato e felice dei bambini, mentre lavorano un impasto, consci di avere qualcosa di vivo fra le mani, o ancora di come il gusto possa salvarci ancora, se addentando un pezzo di pizza riusciamo a distinguere quello che è buono da quello che non lo è.

Ho sempre avuto un rapporto contrastato coi miei conterranei, convinta di essere molto diversa da loro per principi e aspettative.

Ecco, mi sbagliavo. E sono felice di ammettere il mio errore.

Perchè lo sguardo più stupito ieri era il mio, mentre osservavo l’interesse genuino dentro gli occhi di chi ha deciso di partecipare, o la facilità con cui quattro persone totalmente estranee siano riuscite a collaborare e a creare qualcosa insieme. Sapere che ho dato il mio contributo mi fa respirare a pieni polmoni, mi fa stare bene.

Per oggi voglio solo lasciarvi una carrellata del nostro Pastra Madre Day e con questo ringraziare le persone con me hanno voluto impegnarsi per la realizzazione di questo piccolo evento.

Che forse è niente paragonato a tanti altri, ma che è pur sempre un inizio.

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Rosette soffiate con lievito madre

La domenica è una giornata lenta, dedicata solo a noi: durante la settimana ci sono momenti in cui mi sembra assurdo riuscire a guardarsi in faccia a fatica, tra una borsa della piscina e una degli allenamenti di calcio, momenti in cui non capisco bene chi mi abbia messo sulla ruota come un criceto.

Mi piace rallentare all’improvviso, come un ingranaggio prossimo a spegnersi: la colazione tutti insieme, finalmente, il pigiama tenuto più a lungo, la radio accesa.

Mi basta questo per ricaricarmi.

Questo e qualche altra piccola abitudine.

ROSETTE SOFFIATE CON LIEVITO MADRE

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“Organizzato dalla Comunità del Cibo Pasta Madre, associazione composta da consumatori, agricoltori, mugnai, panificatori e pizzaioli che quotidianamente si impegnano a diffondere la cultura di una filiera del pane e dei cereali sostenibile e di qualità, il Pasta Madre Day è la festa nazionale del lievito madre.
 
Sono a oggi 67 (ma negli ultimi giorni il numero è destinato a aumentare) gli eventi organizzati e registrati sul sito internet della Comunità (www.pastamadre.net) che porteranno migliaia di aspiranti panificatori casalinghi nelle piazze d’Italia per scambiarsi e condividere il proprio lievito madre.

Un’organizzazione diffusa e autarchica che, partendo dal basso, si impegna a diffondere quel giorno più di 4.000 “dosi” di lievito madre in modo totalmente gratuito.”

(dal comunicato stampa della Comunità del Cibo Pasta Madre)

Manca meno di una settimana all’evento di cui vi ho accennato qualche tempo fa, il Pasta Madre Day.

La Llorona ha raggiunto dimensioni davvero spaventose, ma mi rassicura l’idea che a breve piccoli pezzi della mia pasta madre saranno in nuove mani.

Vi avevo promesso più dettagli circa l’evento che avevo in programma: qui potrete trovare qualche informazione circa orari e posto.

pasta madre 2Ricordate: l’evento è gratuito, ma è necessario effettuare l’iscrizione all’indirizzo mail segnalato entro il 31/01/2013.

Ingredienti

Per la biga: 500 g farina manitoba- 100 g lievito madre rinfrescato e già attivo- 220 g acqua.

Secondo impasto: 60 g acqua- 5 g malto (o zucchero °Cdi canna)- 60 g farina tipo 0- 10 g sale.

Preparazione

Sciogliete il lievito nell’acqua, aggiungete la farina e lasciate riposare l’impasto dalle 18 alle 20 ore a 20°C. Il giorno dopo, sciogliete il malto nell’acqua e lavorate la biga fino a incorporare il liquido, aggiungete la farina e  poi il sale. Impastate per circa dieci minuti, fate una palla e lasciate riposare 10 minuti sul piano di lavoro infarinato. Schiacciate la pasta e piegate in quattro (come nella seconda foto). Lasciate riposare 10 minuti e ripetete quest’operazione ancora un paio di volte, poi coprite con della pellicola oliata e un panno da cucina.

Trascorsi 30 minuti, fate delle piccole palle da 70 g, formatele con una piegatura serrata (come nella terza foto), lasciate riposare ancora 10 minuti, poi con un tagliamela date la tipica forma della rosetta alle vostre palline di pasta, quindi capovolgetele sul piano infarinato e lasciatele coperte per altri 30 minuti.

Portate il forno a 230 °C , inserite una baccinella con dell’acqua sul fondo e, una volta pronto,  infornate le rosette tenendo la teglia nella zona bassa del forno.

Dopo circa 10/15 minuti abbassate la temperatura a 190°C e cuocete fino a cottura (complessivamente ci vorranno circa 30 minuti).

Sfornate e lasciate raffreddare.

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Quando ho iniziato a panificare un anno fa, tutto quello che desideravo era riuscire a riprodurre la famosa michetta. Per quanto debba ammettere che le mie siano ancora lontane dalla perfezione, come primo tentativo,  posso ritenermi davvero soddisfatta!

100%Grano Duro

Come inizio d’anno non ci si può davvero lamentare.

Le novità sono tante, io stento ancora a seguirle…e pensare che mi credevo piuttosto capace in quanto a organizzazione.

Poco importa, quello che so è che di questi tempi le parole pane e Pasta madre, tornano ancora più spesso del solito e questo mi riempie gli occhi di gioia!

Per chi non ne fosse a conoscenza il 2 Febbraio prossimo, si terrà un evento chiamato Pasta Madre Day. 

Dove?

Ovunque.

Ma per esser più precisi, se foste interessati a partecipare agli eventi in programma, potete dare un’occhiata alla mappa sul sito della Comunità del cibo pasta madre, che ne è la promotrice.

E io cosa c’entro in tutto questo?

Mi verrebbe da dire: non lo so. O per meglio dire, non so perchè mi vengano certe idee malsane.

In pratica ho messo in moto l’organizzazione di uno dei tanti eventi: ho radunato gli “spacciatori” della zona e insieme stiamo preparando un piccolo laboratorio dedicato a grandi e piccini per scoprire insieme la pasta madre.

I dettagli arriveranno a breve, a volantino pronto, per ora godetevi la mia ultima creazione!

100% GRANO DURO

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Il processo dell’autolisi  è una tecnica di produzione del pane che si pratica miscelando una quantità di acqua e farina che servirà per completare l’impasto e che si lascia riposare per circa 30 minuti. L’autolisi, applicata alla panificazione, serve soprattutto per migliorare la lievitazione. Il metodo, infatti, dona morbidezza all’impasto, migliora il volume e determina un più rapido impastamento, poiché la pasta risulta più liscia in funzione della “lisi” che ha subito la maglia glutinica.

Questo processo l’ho appreso dal blog di Paoletta, come la ricetta che segue, tutte le volte che l’ho utilizzato ho trovato un’enorme differenza sia nel lavorare l’impasto che nel suo risultato finale…provateci, non vi deluderà!

Ingredienti

600 g  farina di semola rimacinata di grano duro-150 g di lievito madre rinfrescato- 455 g acqua tiepida- 12 g sale.
Procedimento:

La sera precedente, prendete circa il 55% dell’acqua totale, io ne ho presi 350 g, e mescolateli in una grande terrina con 450 g di farina. Lasciate in autolisi il composto per almeno 30 ‘.

Dopo una decina di minuti mettete il lievito fatto a pezzetti in 110 g d’acqua e lasciate a bagno.
Coprite e lasciate riposare.
Terminati i 30′ dell’autolisi, unite il lievito e la sua acqua alla massa e lentamente, cucchiaio, dopo cucchiaio, la farina, lasciando per ultimo il sale.
Lavorate per circa dieci minuti, lasciate riposare un’ora sotto un canovaccio e poi piegate la pasta in tre.

Mettete in frigorifero per tutta la notte, poi la ma ttina successiva  prelevate il pane dal frigorifero almeno un’ora prima di infornare.

Formate il pane a piacimento, mentre portate il forno a temperatuta con la funzione forno statico (225°C).

Mettete il solito pentolino d’acqua bollente sul fondo del forno.

Infornate per i primi 10′ alla temperatura impostata, poi abbassate a 200°C per portare a cottura.
Il pane è cotto quando, bussando nella parte inferiore, questa suonerà a vuoto e, premendo ai lati, sarà ben cotto.