Riso venere con crema di porri e Parmigiano allo zafferano- Meat Free Monday

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Ci sono tanti modi per tradire.

Il più delle volte neppure ci si accorge dei piccoli tradimenti perpetrati ogni giorno, come minuscoli omicidi di fiducia.

Ho riflettuto molto sulle parole scambiate con le foodblogger conosciute ieri ai Food Blog Awards: è stato nuovo per me scoprire i volti di chi si cela dietro la cortina di pixel, ci sono state risate e condivisione di pensieri è stato emozionante guardarsi per la prima volta negli occhi, parlare e trovare così tante somiglianze tra noi.

Sì, perchè nelle loro parole ho ritrovato le mie.

Nelle nostre scelte di ogni giorno a tavola, capita di sentirsi isolati, soli contro una muraglia, lì dove il tradimento trova il suo spazio.

Possiamo scegliere di tradire i nostri figli, o i nostri compagni, scegliendo alimenti che non sono tali, oppure possiamo scegliere piatti semplici, magari adottare invisibili strategie, ma essere sincere con loro.

Io scelgo e cerco di farlo ogni giorno e ringrazio tutte le altre foodblogger per avermi ricordato che non sono la sola.

RISO VENERE CON CREMA DI PORRO E PARMIGIANO ALLO ZAFFERANO

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Il riso Venere è noto per la sua digeribilità, nessun altro cereale lo eguaglia, non contiene glutine, è quindi adatto alla dieta del soggetto celiaco.
Dal punto di vista proteico questo riso risulta vantaggioso: grazie al suo elevato contenuto di lisina, possiede un valore biologico maggiore degli altri cereali.

L’elevato contenuto di acido linoleico e linolenico, acidi grassi essenziali indispensabili per le normali funzioni di tutti i tessuti e organi, ne garantisce il fabbisogno fisiologico. Il basso contenuto di sodio ed elevato di potassio rende il riso utile per l’ipertensione arteriosa ed in tutte le patologie caratterizzate da ritenzione idro-salina.

Il riso, particolarmente quello integrale come il Venere, contiene anche una notevole quantità di silicio, oligoelemento utile nella formazione e nella riparazione del tessuto osseo. Ha un contenuto di ferro quattro volte superiore al riso comune ed il doppio del selenio.
Il riso Venere è ricco di vitamine idrosolubili tra cui la B1 (tiamina), la B2 (riboflavina), la PP (niacina) e di microelementi minerali: calcio, selenio, zinco, magnesio e ferro, nonché un elevato quantitativo di antociani.

Un piatto ricco di doni senza tante pretese, perfetto contro i tradimenti.

Ingredienti (dosi per 4 persone)

300 g riso Venere- 1 porro- 2 patate piccole- 40 g Parmigiano Reggiano- zafferano- brodo vegetale q.b.- sale- olio extravergine d’oliva- una noce di burro.

Preparazione

Fate bollire il riso, pulito dall’eventuale lolla, in abbondante acqua salata (40/45 minuti).

Nel frattempo lavate e tagliate il porro a rondelle, pelate le patate, risciacquatele e tagliatele a cubetti piccoli. Fate soffriggere il porro in un tegame con un filo d’olio extravergine, sfumate con un cucchiaio di brodo e aggiungete le patate. Mantenete la salsa piuttosto cremosa aggiungendo brodo all’occorrenza. Sciogliete lo zafferrano in un dito di brodo e unitelo alle verdure.

Frullate la salsa con un mixer ad immersione. Aggiungete il parmigiano grattugiato e aggiustate di sale se necessario.

Scolate il riso, mantecatelo con una noce di burro e servite sulla salsa di parmigiano.

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Vellutata di topinambur e funghi-Meat Free Monday

Non è il classico lunedì.

Parlare di vellutate quando nella testa ti girano immagini di torte e candeline da soffiare, diventa più difficile del previsto.

Soprattutto se le candeline sono una mano e poco più di figlio n.1. Queste cose hanno un effetto emotivo devastante su noi povere mamme imperturbabili!

Taglio le verdure e sono nel mio letto d’ospedale, sfinita, rammendata, a lottare con un’emozione che nessuno nella vita era riuscito a trasmettermi fino a quell’istante.

C’è tutto un mondo dentro la frase “Solo una madre può capire…”: io lo guardo diventare grande, imitare il mio tono di disappunto col fratello minore o ripetere a qualcun altro uno dei miei insegnamenti, con quel tono ingenuo ma sicuro di sè, e mi gonfio il petto come se mi avessero appena appuntato la medaglia più lucente.

Così scusate se divago invece di raccontarvi la storia di questa zuppa, ma ci son regali da incartare, torte che meritano di finire in forno…insomma, cose importanti da fare!

VELLUTATA DI TOPINAMBUR E FUNGHI

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Il topinambur è la radice dell’Heliantus tuberosus, viene anche comunemente chaimato carciofo di Gerusalemme o rapa tedesca, e, per profumo e sapore, ricorda infatti quello del più nobile carciofo.

Esistono due varietà: una bianca precoce, reperibile da fine agosto, e una bordeaux, striata, sul mercato da novembre fino alla primavera.

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Innumerevoli sono i benefici: si tratta di una radice quasi totalmente priva di grassi, ma ricca in sali minerali e fibre. Diuretico, molto adatto per le persone con reumatismi, ritenzione idrica o diabete , non contiene amido, ma contiene inulina, un carboidrato complesso di catene molecolari di fruttosio (una forma di zucchero che si trova nella frutta).

Il fiore è giallo e ricorda molto il “fratellastro” girasole, potreste incontrarlo in natura molto più facilmente di quanto crediate,quindi…occhi bene aperti!

Ingredienti (dosi per 4 persone)

500 g topinambur- 4 patate piccole- 1 porro- 100 g funghi porcini o prataioli (io ho utilizzato i nostri funghi porcini surgelati)- prezzemolo- 1 cucchiaio di farina di castagne- pepe bianco- sale – 1 litro di brodo vegetale- olio extravergine d’oliva.

Preparazione

Pulite il topinambur dalla pellicina esterna, pelate le patate, lavate le verdure e tagliatele a cubetti. Affettate il porro e fatelo soffriggere in un filo d’olio. Calate le verdure a tocchetti e, una volta insaporite, copritele con il brodo e cuocete fino a quando siail topinambur, sia la patata saranno diventate morbide. Aggiustate di sale e spegnete.

In un tegame a parte, fate saltare i funghi in un filo d’olio, sfumate col brodo e aggiungete la farina di castagne e il prezzemolo. Salate e pepate.

Passate con un frullatore a immersione, guarnite coi funghi e servite.

Una vittoria non è mai cosa da poco

Se ieri mi sembrava d’aver perso il dono della parola, oggi le parole non so più dove metterle!

Ne ho a ceste: in corsivo, come me, colorate e bizzarre.

Oggi mi godo una piccola felicità: il mio giovane blog si è aggiudicato il I° premio nella categoria Green Food per i Foodblog Awards indetti da Malvarosa Edizioni.

Ho impiegato due giorni buoni a crederci- soprattutto perchè se date una sbirciata alla lista coi nomi dei blog vincitori il mio è stato erronamente segnalato- ma dato il calibro dei vincitori non possso che ritenermi soddisfatta.

E dato che la cuoca/festeggiata sono io, io dico Guinness! E dico scampi! (che un po’ di sana incoerenza non guasta mai…)

LINGUINE CON SCAMPI ALLA GUINNESS

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Questa ricetta è una rivisitazione di un vecchio adagio, uno dei piatti più in voga nella piccola birreria dove lavoravo anni e anni or sono… sono sicura che il mio mezzo cervello non avrà difficoltà a ricordarlo!

Perchè questo piatto?

Perchè è rapido, elegante e vizioso.

E io avevo bisogno di sedermi e assaporare con calma il gusto piacevole di questa vittoria.

Ingredienti (monodose)

3/4 scampi freschi- 80 g linguine- 100 ml Guinness- 50 ml panna frescca liquida- 1 spicchio d’aglio-olio extravergine d’oliva- sale- pepe nero macinato al momento.

Preparazione

Portate a bollore una pentola piena d’acqua, salate e tuffatevi le linguine.

Mentre cuociono, pulite gli scampi, con la mano staccategli la testa dalla parte addominale, detta coda, eliminando anche il budellino che troverete in mezzo, di colore verde scuro (non c’è nulla di più tremendo che mangiare i crostacei e sentire quell’effetto sabbiolina in bocca).

Mettete a soffriggere l’aglio in un filo d’olio, aggiungete gli scampi e, una volta rosolati, sfumate con la birra. Lasciate cuocere un paio di minuti, poi aggiungete la panna, salate e pepate.

Trasferite le linguine nel tegame con il sugo di pesce, saltatele e servite ben calde, magari con un tocco di prezzemolo (io non l’avevo).

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E dato che se dico birra, automaticamente attacco a cantare, cantate con me questa canzone.

“…mi piace restar qui sullo stradone, impolverato,

se tu vuoi andare, vai!…”

Ecco perchè non si dovrebbe mai chiedere “Come stai?”

13.40 circa. Forse ce la faccio a sedermi a mangiare qualcosa.

Driiiin!

Ti alzi di scatto, quasi rovesci il piatto, figlio n. 3 potrebbe svegliarsi.

Io- Pronto?

Mamma- Ciao, ti ho fatta correre?

Io- No, mamma.

Mamma- Dorme (figlio n.3)?

Io- Sì, da poco.

Mamma- Tutto bene?

Io- Sì, mamma.

Mamma- Ah, bene. Tu invece, come stai? Ti ho vista un po’ smagrita l’altra volta. Sei troppo presa…

Nella nostra famiglia “Come stai” è una di quelle domande che vengono aggirate di continuo: chiedere come stai è troppo pericoloso, prima o poi qualcuno potrebbe risponderti. Così, semplicemente, noi non ce lo chiediamo, per riservatezza, per pudore, senza cattiveria, quando lo facciamo è perchè davvero siamo pronti ad ascoltare una risposta, anche quella che non vorremmo.

Io (stupore)- Anche tu sei una scopa che cammina mamma, ma vabbè, sì ho un po’da fare…

Mamma- Forse dovresti lasciar perdere qualcosa: già non è facile lavorare con tre figli…

Io (ah, ecco)- No, mamma non smetto di scrivere il blog: è l’unica cosa mia. Non smetto di…

Mamma- Ah scusa è arrivata la Gabry, ciao!

(tututututu)

Che sollievo. Per un attimo ho creduto di dover rispondere.

ZUPPA DI FARRO ALL’ANTICA

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All’antica perchè gli ingredienti sono quelli più conosciuti da questa parte di mondo, niente pomodoro, niente peperoncino, solo farro, fagioli dall’occhio, aglio e maggiorana. Il sapore di questi fagioli risulta più forte rispetto ai comuni borlotti o cannellini.

La ricetta non prevede aggiunta di altri ingredienti, ma per i più carnivori si può pensare a un’aggiunta di guanciale passato in padella a o funghi porcini ripassati con un filo d’olio extravergine, per chi volesse una nota ancor più selvatica.

Ingredienti (dosi per 4 persone)

200 g farro- 2 tazze di fagioli dall’occhio o poco più- 2 spicchi d’aglio- maggiorana- olio extravergine d’oliva- sale – pepe.

Preparazione

Mettete i fagioli in ammollo per tutta la notte, poi lessateli in abbondante acqua.

Fate soffriggere l’aglio tritato o intero a seconda del gusto, aggiungete i fagioli, pepe e maggiorana e fate bollire per circa 30 minuti. Aggiungete il farro, dopo averlo accuratamente controllatao e lavato, e portate a cottura. Prima di spegnere regolate di sale. Se preferite una consistenza più cremosa, frullatene qualche mestolo col frullatore a immersione. Portate in tavola e guarnite con una C di olio extravergine a freddo.

{ … }

La zuppa è il piatto perfetto: richiede pochi accorgimenti e poche cure e il giorno dopo rimane una garanzia per chi ha poco tempo.

Preparata in abbondanza, può essere messa nel congelatore e riutilizzata all’occorrenza: basterà cuocerla meno del previsto e allungare con dell’acqua per portare a cottura.

Un risotto classico- Meat Free Monday

Quando ho voglia di riprendere quota lentamente dopo una (come la chiamo io) sfacchinata emotiva, il rifugio sono le ricette conosciute a memoria. Quelle ricette che non hanno bisogno di alcuno sforzo di memoria per essere portate in tavola, ma che rigenerano mente e palato.

Al primo posto tra i miei comfort food ci sono le zuppe, ma il risotto rimane sempre un must a cui non riesco a rinunciare: sarà che mi ci sono voluti anni per affinare una tecnica che difficilmente mi delude, ma un piatto di risotto ben fatto ha un potere di seduzione altissimo.

Dopo una settimana come quella appena trascorsa, non si poteva iniziare il lunedì che nel migliore dei modi.

E dato che di lunedì si tratta, non poteva che essere  Meat Free Monday.

RISOTTO CON RADICCHIO TARDIVO, QUARTIROLO E PERE CARAMELLATE

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Questa ricetta è una di quelle che capitano spesso nel periodo invernale: pochi ingredienti di stagione per un piatto davvero impeccabile!

Il radicchio che ho usato è quello tardivo di Treviso, di tutta la famiglia il mio preferito in assoluto, ma potete tranquillamente sostiturlo con uno degli altri reperibili in questa stagione.

Se poi avete ancora qualche dubbio sulla buona riuscita del vostro risotto, vi lascio il link alla pagina di HonestCooking.it, dove ho elencato, una ad una, quelle che per me (e non solo per me) sono le 6 regole per la buona riuscita di un risotto.

Ingredienti (dosi per 4 persone)

450 g riso Carnaroli o Vialone nano- 1 cespo di grandi dimensioni di radicchio tardivo- 100 g di formaggio Quartirolo- 1,5 l di brodo vegetale- olio extravergine- burro q.b.- 1 cipolla piccola bianca o dorata- 1 pera Kaiser- 1 punta di zucchero di canna.

Preparazione

Tagliate la cipolla molto finemente e fatela appassire con l’olio, aggiungete il radicchio lavato, asciugato e tagliato finemente (tenete da parte qualche cima per guarnire). Unite un altro filo d’olio e calate il riso, fate tostare a dovere, sfumate col brodo e proseguite la cottura aggiungendo il brodo all’occorrenza, non appena il riso inizia ad asciugare.
Cinque minuti prima che la cottura sia ultimata, aggiungete metà pera tagliata a cubetti.

A cottura quasi ultimata, calate il formaggio a piccoli pezzi, mescolate bene, poi spegnete e coprite per la mantecatura.

In un altro tegame, fate sciogliere una noce di burro e calate la restante pera fatta a fettine sottili (se preferite potete tagliarle a mo’ di ventaglio, come nel mio caso) fatele saltare e aggiungete lo zucchero. Una volta sciolto, spegnete e aggiungetele al piatto come guarnizione.

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