In Guinness we trust

Sono una persona troppo giovane per vivere solo di ricordi, ma l’Irlanda, sì proprio lei, quel santo fazzoletto verde, mi crea gli stessi scompensi emotivi di chi ha conosciuto un luogo e sa di non poterci tornare, almeno un altro po’.

In questi giorni di freddo ingrato ci vuole ben più di una semplice ricetta per riordinare gli animi, ci vuole una vera e propria istituzione.

E’nera,è elegante ed è irlandese.

Ancora dei dubbi?

SPEZZATINO DI MANZO ALLA GUINNESSIMG_4915-3

Vorrei tanto potervi dirte che questa meraviglia di ricetta è opera mia, ma, non avendo sangue irlandese, mentirei spudoratamente. La si trova un po’ ovunque, Guinness store compreso.

Ingredienti (dosi per 4 persone)

600 g di manzo, spalla preferibilmente- 100 g di pancetta non affumicata – 2 cipolle- 1 cucchiaio di farina- 4 patate- 4 carote- 250 ml di Guinness- timo fresco- prezzemolo fresco tritato- 1/2 l di acqua- 50 g di burro- sale- pepe nero macinato al momento- 1 cucchiaio di zucchero di canna.

Preparazione

Rosolate tutta la cipolla tagliata in maniera sottile con parte del burro e mettete da parte il soffritto ottenuto quando la cipolla diventa morbida.
Infarinate la carne, scaldate il burro, calate la pancetta fatta a striscioline, poi la carne tagliata a cubetti e fate rosolare.
Una volta pronta, toglietela dal fuoco e tenetela al caldo insieme alle cipolle.
Nella casseruola mettete la farina e stemperatela a fuoco basso con un po’ d’acqua fino a quando non sia completamente sciolta da qualsiasi grumo.
Quando comincia la salsa inizia a sobbollire, alzate il fuoco e aggiungete la carne con le cipolle.
Unite la birra, le spezie e lo zucchero: nel momento in cui la birra inizia a bollire riabbassate, coprite e cuocete circa 35/40 minuti, aggiungendo acqua di tanto in tanto. Pulite le patate e le carote, tagliatele a pezzi e, a metà cottura, calatele nella casseruola.Prima di servire controllate che la carne sia ben cotta, salate e cospargete con del prezzemolo tritato.

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Inutile aggiungere che il giorno dopo sarà tremendamente più buono!

Melagrana addicted:un menù a quattro mani!

Partiamo subito con un consiglio: diffidate di quelle food blogger che si dichiarano pubblicamente e senza vergogna entusiaste di quei timbri per biscotti che ci perdi le ore per scrivere Peace & Love o sognare qualcosa di speciale o per immortalare un Happy Holidays prima di partire per un viaggio.

Coincidenza vuole che le due siano registrate all’anagrafe sotto le stesse sette lettere e che, altro  denominatore comune, le due nutrano un’insana passione per la melagrana (e che qualcuno provi a darci torto!).

Eccoci qua, quindi, a raccontarvi di un’idea che ci ha colto improvvisamente e che ci è sembrata subito cosa buona e giusta.

“Sarebbe carina l’idea dall’antipasto al dolce, melagrana per tutti i gusti”

“Io ho il primo e il secondo, tu hai il dolce, mancherebbe giusto l’antipasto!”

“L’antipasto ce l’ho, l’ho fatto ieri: manca solo il post!!”

Cosa fanno, quindi, due mani+ due mani+ tantissimi chicchi lucenti?

Chiaro no?!

E quindi ecco il post che saprà soddisfare i veri melagrana addicted e un grazie a Manuela per aver buttato lì che questa idea possa ripetersi in futuro con altri frutti di stagione.

Che poi si sa come vanno queste cose, una ciliegia tira l’altra, una mela al giorno leva il medico di torno e quindi sì,  siamo solo all’inizio.

ANTIPASTO

Insalata di salmone, finocchi e melagrana

PRIMO

risotto alla melagrana mantecato al Gruyere

SECONDO

Pollo con pancetta e melagrana

DOLCE

Tartellette all’olio di oliva con crema di ricotta e melagrana

Tortine rustiche con melagrana

Avanzi facili

Gli avanzi in cucina sono una costante con cui bisogna fare i conti quasi quotidianamente. Se la giornata in questione è dopo qualche festività, allora gli avanzi in cucina sono puntuali come un’equazione matematica.

La ricetta di oggi sarà molto più approssimativa del solito per ovvi motivi, ma vi assicuro che il risultato è riuscito comunque a stupire i nostri palati.

PETTO DI POLLO RIPIENO

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Sì, ripieno. Perchè da che mondo è mondo, se ci sono degli avanzi, esiste un ripieno.

Ingredienti (dosi per 2 persone)

1/2 petto di pollo- una zucchina- 1 salamella- pecorino sardo- una foglia di alloro- 1/2 bicchiere di vino bianco secco- olio extravergine- sale.

Preparazione

Aprite il petto di pollo a libro e battetelo leggermente con il pestacarne. Guarnite il petto con la zucchina tagliata a fette longitudinali, cotta in un filo d’olio, una spolverata di pecorino e con la salamella sbriciolata ( già grigliata a parte). Chiudete il petto, cercando di sigillarlo molto bene, guarnitelo con la foglia di alloro e legatelo con dello spago da cucina. In una pentola fatelo rosolare in un filo d’olio e, quando sarà dorato su tutti i lati, sfumate col vino bianco e dopo qualche minuto coprite. Salate, lasciate cuocere ancora un paio di minuti, poi servite.

Metà anatra e metà mela

Io adoro ballare. Da bambina battevo il tempo con la testa in continuazione, anche senza musica (e qui ci sarebbe da aprire un capitolo intero sulla presunta follia della sottoscritta, ma passiamo oltre), senza che me ne accorgessi. E se mio padre, o chi per esso, mi prendeva la testa e cercava di fermare questo moto perpetuo con le mani, io attaccavo a battere il piede.

Detto questo bisogna anche spiegare che il Tuttologo è il Re della mattonella: non lo schiodi da lì neanche sotto tortura. Si può quindi immaginare la mia totale disperazione ogni volta che si presenta anche la più remota possibilità di ballare insieme.

Allora com’è che da quasi una settimana lo sto viziando a colpi di portate per ringraziarlo di avermi fatta ballare tutta la notte?

Succedono cose strane con questo sole che ti picchia sulla testa

Per il gran finale, il risultato di ieri è stato questo: il connubio tra due sapori così dissimili fra loro eppure perfetti insieme.

PETTO D’ANATRA E SALSA DI MELE GRAVENSTEIN CARAMELLATE

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Ingredienti (dosi per 2 persone)

un petto d’anatra grande (o due piccoli)- una mela- 2 cucchiai di zucchero di canna- rosmarino- salvia- olio extravergine- sale- pepe.

Preparazione

Incidete la pelle del petto d’anatra e aromatizzatela con le erbe che avrete tritato precedentemente. Ungete con un filo d’olio e lasciate in frigorifero per qualche ora. Tagliate la mela a spicchi e privatela della pelle e dei semi all’interno. Scaldate la pentola antiaderente e adagiatevi il petto dalla parte della pelle.

Una volta che si sarà rosolato, giratelo e lasciatelo rosolare per 5 minuti. Togliete la carne dal fuoco e lasciate lo nel forno caldo. Nello stesso tegame metette lo zucchero e fatelo caramellare, facendo attenzione  a non bruciarlo. Poi aggiungete gli spicchi di mela e fateli cuocere per 2 minuti.

Tagliate l’anatra e servitela insieme alle mele caramellate intere o passate.

Nota: le mele Gravenstein hanno origini antiche, sono molto succose e caratterizzate da un sapore asprognolo, possono essere consumate fresche o trasformate. A causa della loro maturazione variabile hanno rischiato di sparire dalle nostre tavole, tanto che è stato creato un Presidio Slow Food, che ha come obiettivo la tutela e la loro salvaguardia. La maggior produzione di questi meli si trova tra gli Stati Uniti e il Canada, ma con un po’ d’impegno è possibile reperirne qualche pianta anche qui in Italia.

Pollo aromatizzato al miele e limone

C’è un giochetto che amo fare, mentre preparo le mie ricette.

Mentalmente stilo la lista degli ingredienti, li faccio passare in rassegna uno ad uno e ne calcolo i chilometri percorsi.

In realtà, ormai conosco piuttosto bene la risposta, difficilmente resto sorpresa, ma farlo mi da l’energia per perseverare.  Autoproduzione contro politiche di mercato, filiera corta al massimo della sua espressione.

L’ispirazione per la ricetta di oggi me l’ha data, ancora una volta, Béa. L’immagine mi aveva affascinata subito: i colori, i profumi che trasudavano dalla pagina del libro, mancava solo il momento.

E oggi il momento giusto è arrivato, orto e frigorifero erano in perfetta sincronia.

Per l’esattezza:

  • Pollo = Km 0
  • Miele = km 0
  • Limoni = km 600 circa
  • Aglio = km 2,5
  • Origano = 1.000 km
  • Pomodori verdi = km 0
  • Olive nere = 1.000 km 
  • Olio = 1.000 km
  • Fagiolini verdi = km 0
  • Prezzemolo = km 0
  • Patate novelle = km 0

Ammetto che non c’è alcuna perfezione in tutto questo, ma ci stiamo lavorando!

POLLO AROMATIZZATO AL MIELE E LIMONE

Questa versione della ricetta è quella del libro di Béatrice Peltre. Rispetto al blog vi sono alcune differenze, io, poi, ho modificato a mio piacimento alcuni ingredienti che segnalerò per correttezza.

Ingredienti (dosi per 4 persone)

Succo di 1 limone- 2 cucchiai di miele- 1 cucchiaio di origano- 3 spicchi d’aglio sminuzzati – ml 60 di olio di oliva- sale- pepe- 4 cosce di pollo (oppure 3 cosce con sovracoscia, come nel mio caso)- 4 pomodori verdi tagliati in quattro parti- olive nere kalamata denocciolate (oppure olive nere pugliesi sott’olio)- 1/4 di tazza di acqua fredda- g 450 fagiolini verdi- prezzemolo fresco.

Preparazione

In una terrina mescolate il succo di limone, il miele, l’origano, l’aglio (nel mio caso, ho preferito lasciarlo intero) e l’olio. Aggiungete sale e pepe e miscelate il tutto. Disponete le cosce in una teglia e versateci sopra la salsa. Coprite e lasciate a marinare per almeno 30′ in frigorifero. Scaldate il forno a 190°C, aggiungete alle cosce i pomodori, le olive e l’acqua. Infornate per 50′, finchè risulta ben dorato.

Mentre il pollo sta cuocendo, fate bollire per 5′ in acqua salata i fagiolini, puliti e lavati. Poi scolateli in acqua ghiacciata per fermare la cottura. Cinque minuti prima della fine della cottura del pollo aggiungete i fagiolini nella teglia e, al momento di portare in tavola, cospargete con le foglie di prezzemolo.

Accompagnate con patate al vapore oppure con riso al vapore e pane casereccio per gustarvi la salsa!

Nota: per avere una carne ancora più morbida preparate una salamoia fatta di 0,75 l di acqua fredda, 4 cucchiai di sale grosso e 4 di zucchero semolato. Immergetevi le cosce, coprite e lasciate in frigorifero almeno 2 ore. Nel momento in cui dovrete cucinarle, scolatele e asciugatele sopra un foglio di carta.