Plumcake al limone e cardomomo

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Ci sono giornate che scivolano via che quasi non te ne accorgi, settimane intere a volte. Liscie e leggere come seta, non fai nient’altro che avvolgertici dentro e lasciarti ingannare dal tatto.

Poi ci sono giornate che s’inceppano, prima ancora di iniziare.

La mossa più intelligente sarebbe quella di fare un passo indietro, cancellare la parola sbagliata, ricomporre tutto, invece ti ci accanisci, il corsivo diventa grassetto e sembra che tutto si fermi su quella posizione.

In queste giornate sono curva come tutti i punti di domanda che mi passano per la mente: piegata su me stessa e sui miei pensieri.

Ad ogni male la sua terapia.

Difficilmente la mia panacea ha le sembianze di un dolce, ma avevo bisogno di rassicurazioni, le stesse che si cercano nelle mani comprensive di una nonna, di una torta imparata a memoria.

PLUMCAKE AL LIMONE E CARDAMOMO

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Davvero una torta degna di una nonna, semplice nell’aspetto e nella sua realizzazione, che può vantarsi di non usare la bilancia, ma il semplice barattolo dello yogurt.

Qualcuno la chiama la torta dei 7 vasetti, per me 6 perchè ero sprovvista di olio di semi e al suo posto ho usato un paio di noci di burro sciolto.

Si può realizzare in uno stampo classico, oppure come plumcake.

Per aromatizzare, si possono scegliere vaniglia, gocce di cioccolato, frutti rossi. Io ho scelto il cardamomo, spezia ayurvedica, dal profumo fresco e intenso, come dovrebbe essere la primavera.

Ingredienti

1 vasetto di yogurt cremoso bianco da 125 ml- 1 vasetto di zucchero di canna- 1 1/2 vasetto di farina 0- 1 1/2 vasetto di fecola di patate- 3 uova- 2 noci di burro- un pizzico di sale- 1/2 bustina di lievito chimico per dolci- buccia grattugiata di 1/2 limone- un cucchiano di bacche di cardamomo verde.

Preparazione

Accendete il forno a 180°. Svuotate lo yogurt in una ciotola e pulite il barattolino, che vi servirà come misurino. Dividete i tuorli dagli albumi. In un mixer di piccole dimensioni, frullate parte dello zucchero con le bacche di cardamomo e la buccia di limone.  Ora montate i tuorli con lo zucchero, aggiungendo anche quello tritato con gli aromi. Quando sarà ben amalgamato e di colore chiaro, versatevi lo yogurt e il pizzico di sale. Setacciate insieme le due farine e il lievito, aggiungete il tutto al composto a poco a poco mescolando dal basso verso l’alto per non farlo smontare. A parte, fate fondere il burro, lasciate intiepidire e versatelo nell’impasto.

Montate le chiare a neve e incoporatele, sempre facendo attenzione a non smontare il tutto.  Imburrate lo stampo e riempitelo per 3/4, quindi infornate per circa 30 minuti. Verificate con uno stecchino che la torta sia asciutta, sfornate e dopo dieci minuti toglitela dallo stampo e lasciate che raffreddi su una gratella.

L’ennesima scoperta dell’acqua calda

Che le mie scoperte siano molto spesso delle vere e proprie “scoperte dell’acqua calda”, non è cosa che stupisce poi tanto. Da qualche tempo meditavo di riprendere in mano l’arte del fare i formaggi, arte intrapresa per un tempo molto breve della mia vita, perchè come altre cose richiede poca energia, ma molte cure.

Il tempo che ho si sta facendo sempre più piccolo: le nuove abitudini, insieme alle vecchie, per quanto lodevoli, prosciugano le mie giornate lasciando pochissimo spazio a qualsiasi nuovo pensiero.

E, se un normale istinto di sopravvivenza provvederebbe a diminuire in maniera graduale le cose da fare, il mio malatissimo istinto mi spinge a creare in maniera esponenziale…

Quindi poco importa se realmente ho il tempo per ricominciare, sul mio taccuino mentale iniziano a  lampeggiare le idee che da troppo tempo aspettano di esser depennate. “Fare il formaggio” cominciava a luccicare in maniera fastidiosa, “Fare il Labaneh (o Labna)” aveva persino qualche lampadina rotta.

LABANEH (o LABNA)

formaggio spalmabile a base di yogurt

Il labaneh (in ebraico לבנה), pronunciato anche Labneh, (in arabo: لبنة) è una specie di formaggio-yogurt di colore bianco realizzato con latte di pecora, mucca, occasionalmente con latte di capra, molto tipico delle cucine del Medio Oriente. Ha una consistenza tra lo yogurt ed il formaggio, ed a volte, a seconda del paese, può avere una consistenza pastosa. Per conservarlo per più tempo, può essere lasciato asciugare in forma di palle da tre a quattro centimetri di diametro conservate immerse in abbondante olio di oliva. Il labneh può essere aromatizzato con spezie come il timo o la menta. (fonte-wikipedia)

La facilità con cui si può preparare è davvero da record, la versatilità è altrettanto elevata.

Salato, dolce, come antipasto, al posto del Philadelphia nel cheesecake…sì, e qui vorrei fare un appunto. Io detesto il Philadelphia, da vera amante dei formaggi non riesco proprio ad abituarmi al suo sapore confezionato. I dubbi sulla bontà mi erano venuti da tempo, ma a dar veridicità alla mia tesi c’è questo articolo davvero interessante scritto da Sonia del Pasto Nudo, una lettura, anche rapida, vi aprirà gli occhi.

Eppure del Labaneh ci si innamora.

E anche se molti, moltissimi già lo sanno come si fa, ecco la ricetta.

Ingredienti
1/2 litro di yogurt bianco intero
 1/2 cucchiaino di sale

Preparazione

Prendete lo yogurt, mescolateci il sale, mettete il composto in un panno sottile pulito a trama piuttosto larga e  appendetelo, posizionando al di sotto una bacinella per il siero che verrà perso. Lasciatelo così per circa 6 ore, poi mettete il tutto in frigo per 12-24 ore (a seconda anche della consistenza che volete ottenere); lo yogurt scolerà buona parte del suo liquido e si trasformerà in un ottimo formaggio spalmabile.

In questa foto lo vedete condito con olio extra vergine d’oliva piccante (ovviamente home made), pepe rosa, foglie di menta e di maggiorana, ma potete sbizzarrirvi con qualsiasi cosa vi venga in mente, esiste anche preparato in versione dolce senza aggiungere il sale all’inizio, ma non vi garantisco la riuscita perché non ci ho provato.

La morte sua?

Una semplicissima fetta di pane abbrustolita.

Il battesimo della Llorona

Sapevo di essere in debito con Lei. Dopo intere settimane di sterili rinfreschi, avevo programmato questo momento come si programma un evento speciale, una festa di passaggio a una nuova maturità.

In più giusto qualche tempo fa avevo scoperto accidentalmente-leggendo qui – di non averLe dato un nome e questo mi dannava. Sì, perchè così sembra: ogni lievito madre, poichè vivo, ha un suo nome.

Ebbene, dopo lungo pensare (neanche troppo, per la verità), ecco il nome per la mia pasta madre: la Llorona.

Llorona significa piagnucolona, frignona, piagnona. Nessun nome avrebbe potuto esser più adatto!Lei con tutti i suoi occchietti lucidi, sempre pronti al pianto, quale altro nome avrebbe potuto avere?

E per un degno battesimo, occorreva una degna ricetta!

PANBRIOCHE ALLO YOGURT, VARIE ED EVENTUALI

Per non avere esitazioni o timori, per la ricetta base mi sono affidata a Anice & Cannella, che secondo me è una certezza, poi come sempre lo riadattata un po’, cambiando qualche piccolo ingrediente e le dosi.

Ingredienti

g 350 farina (150 g manitoba per uso non professionale e 200 gr di farina 0)- g 150 lievito madre rinfrescato- g 50 latte- g 76 yogurt- 1 uovo + 1 tuorlo- 1 cucchiaio di miele- g 40 zucchero di canna- g 50 burro fuso e raffreddato- g 5 sale- 1 albume per pennellare.

Preparazione

Sciogliete il lievito nel latte appena intiepidito e unite g 40 di farina, mescolate e mettete al caldo, coperto,  fino a che gonfia (ca. 90’).
Unite l’uovo, il tuorlo, metà dello zucchero e tanta farina quanta ne basta per incordare con la foglia. Aggiungete lo yogurt in 3 volte, insieme al resto dello zucchero e della farina, che inseriremo gradualmente, lasciandone 1 cucchiaio per lo spolvero finale.
Il sale andrà aggiunto in ultimo, prima del burro (inserito lentamente). Aggiungete il cucchiaio di farina e incordate, capovolgendo l’impasto un paio di volte, fino a che non otterrete una massa lucida, elastica e ben legata. Coprite e trasferite a 26°, fino al raddoppio (ca 90’). Rovesciate sulla spianatoia infarinata, date un giro di pieghe del tipo 2, senza stringere, e coprite a campana. Dopo 15’ porzionate in tre pezzi da 250 g circa l’uno.

**Ho voluto dare forme diverse per puro diletto, se non ne avete voglia, potete usare uno stampo per plumcake imburrato o fare delle pagnotte semplici; per il pane in primo piano ho usato la forma 1 spiegata qui. All’interno prima di chiudere l’ho farcita con una semplice crema al cioccolato, preparata con :1 cucchiaio di cacao amaro a cui ho mescolato 2 cucchiai di zucchero di canna, 200 ml di latte e 1 cucchiaio di farina setacciata, ho fatto cuocere fino a densità desiderata e ho lasciato raffreddare.

La treccia in secondo piano l’ho farcita con della semplice marmellata di fragole. Ho formato due cordoni li ho lavorati col mattarello per renderli uniformi e ho aggiunto la farcitura nel mezzo, ho arrotolato e poi li ho intrecciati.**

Lucidate con albume, coprite e lasciate raddoppiare a 28°, ci vorranno circa 90′. Infornate a 170° per ca. 45’.
Prestate attenzione a non superare il punto di cottura ideale, che dovrà essere lasciato giovane, per non pregiudicare la sofficità.

“Yo soy como el chile verde, Llorona , picante pero sabroso”

Tzatziki a cucchiaiate contro vampiri e fantasmi

La Grecia è uno dei posti al di qua dell’oceano che si è portata via un po’ di cuore.

Il cuore è il mio, ovviamente.

Colpa dei contrasti, delle persone affabili e dell’ouzo. E, forse, qualche colpa è stata anche di uno zaino sulle spalle, su spalle che non erano mie, dei motorini scassati e dello tzatziki.

Riproporre lo tzatziki in una grigliata dell’ultim’ora, non risulta per nulla complesso, tanto più che i cetrioli cresciuti in abbondanza nel nostro orto, stavano giusto cercando una loro collocazione culinaria.

ZAZIKI (O TZATZIKI)

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La ricetta l’ho presa direttamente dal libro di cucina greca che ho comprato passando di là, con una variazione sull’aglio.

Sì, perchè questa salsa può essere amabile e infestante al tempo stesso, soprattutto per il Tuttologo che si guarda bene anche solo dall’avvicinarsi alla terrina in questione.

Ingredienti

1 1/2 tazza di yogurt naturale colato- 2 cetrioli medi- 3 spicchi d’aglio- 4 cucchiai d’olio extravergine- sale- pochissimo aceto.

Preparazione

Grattate i cetrioli in una grattuggia a fori grandi o tagliateli molto sottili col tagliaverdure. Colateli, strizzateli bene e salateli. Aggiungete gli spicchi d’aglio tritati finissimi e l’aceto. Aggiungete ancora lo yogurt e mescolate. Infine versate l’olio. Se volete potete decorare la salsa con delle olive.

 

E visto che tra una cucchiaiata e l’altra si parlava di nuovi e vecchi cantautori, stasera mi rilasso così!