Crespelle con tarassaco, ricotta e taleggio- Meat Free Monday

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“Mai fidarsi di chi ha paura di toccare la terra”.

Così mi aveva apostrofato il mio docente di pedologia, mentre mi accingevo a osservare uno dei miei primi profili.

Una frase semplice, ma che dice molto.

Io, che in quel momento tentennavo più per paura di dimostrare inferiorità o ignoranza, che per il timore di sporcarmi le mani, avrei voluto annoiarlo a morte con tutti i racconti di ginocchia sbucciate e vestiti luridi che avevo collezionato durante l’intera infanzia/adolescenza, pur di fargli capire che non ero quel tipo di persona.

Invece scambiai con lui un sorriso e rimasi zitta.

Lo avrebbe capito da sè che non ero affatto una principiante.

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Per il Meat Free Monday di questa settimana ho scelto una delle piante più comuni nei nostri prati: il tarassaco.

Detto comunemente anche dente di leone o soffione, ma anche piscialletto (nel nord Italia pisalét, pisacàn o pisaca’ ) poiché ai bambini viene di solito raccontato che chi lo coglie la notte bagnerà il letto, da cui il nome, o ancora pisciacane o polenta del diavolo.

Il tarassaco è usato per preparare apprezzate insalate primaverili depurative, sia da solo che con altre verdure. E’ tradizione consumarlo con uova sode durante le scampagnate di Pasquetta.
Anche i petali dei fiori possono contribuire a dare sapore e colore a insalate miste. I boccioli sono apprezzabili se preparati sott’olio. I fiori si possono preparare in pastella e quindi friggere. Le tenere rosette basali si possono consumare con soddisfazione sia lessate e quindi condite con olio extravergine di oliva, sia saltate in padella con aglio (o ancor meglio con aglio orsino).

Il tarassaco ha buone proprietà depurative e antinfiammatorie, grazie all’alto contenuto in potassio e sostanze amare.

In memoria di tutti i fiori soffiati e di tutte le finte polente cucinate da bambina, la mia ricetta per il lunedì senza carne di oggi, un piatto solo apparentemente elaborato, da preparare anche con largo anticipo.

CRESPELLE CON TARASSACO, RICOTTA E TALEGGIO

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Ingredienti (dosi per 8 crespelle)

Per le crespelle: 150 g farina tipo 0- 2 uova- 300 ml latte- un pizzico di sale.

Per la salsa bechamel: 40 g farina tipo 0- 40 g burro- 500 ml latte tiepido- sale- pepe- noce moscata.

Per la farcitura: 100 g tarassaco, pulito e bollito (circa 6 cespi)- 150 g ricotta- 100/150 g taleggio stagionato (al gusto).

Preparazione

Pulite e lavate bene il tarassaco, fatelo cuocere in acqua salata per 5 minuti, scolate e passate in acqua ghiacciata per mantenere il colore verde brillante e fermare la cottura.

In una terrina capiente, lavorate le uova con la farina, il sale, quando il composto è ben amalgamato aggiungete il latte,  mescolando con la frusta e cercando di evitare la formazione di grumi. Lasciate riposare, poi cuocete le crepes o con l’apposita pentola o con un pentolino antiaderente passato con un pennello e una noce di burro.

Sminuzzate il tarassaco, mescolatelo alla ricotta e fate a pezzetti il taleggio. Ungete una teglia con qualche cucchiaio di salsa e scaldate il forno a 200°C.

Preparate la salsa bechamel, facendo sciogliere il burro, in una pentola sufficientemente capiente a contenere il latte, poi aggiungete la farina, lavorate bene il vostro roux facendo attenzione a non bruciarlo. Quindi calate lentamente il latte, che avrete fatto intiepidire in precedenza e continuate a mescolare facendo attenzione a non formare grumi.

Lasciate cuocere fino a consistenza desiderata, salate, pepate e aromatizzate con la noce moscata.

Formate le crespelle nel maniera che più preferite, o piegandole a libro per due volte o chiudendole a fagottino.

All’interno mettete prima un cucchiaio di salsa bechamel, poi il composto di ricotta e tarassacco e infine il taleggio.

Disponetele nella teglia e coprite con la salsa (se avete scelto di fare i fagottini, versate salsa sufficiente  a coprire metà del fagottino) e infornate per 15 minuti, prima usando il programma ventilato, poi quello combinato ventilato+grill per gli ultimi minuti di cottura.

Sfornate, lasciate intiepidire e servite.

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Lasagne di pane carasau e pesto di cavolo fiolaro- Meat Free Monday

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Avere a che fare con quattro uomini allergici a tutto – o quasi- ciò che è verde, per me che per la verdura ho una passione viscerale, è quasi una dannazione.

Soprattutto se quello dei quattro che dovrebbe essere il più maturo e mostrare una sensata propensione verso i nuovi sapori, ha un’indole molto più vicina ai sei anni che ai trentacinque e che alla vista di determinati cibi esordisce con la tipica frase “Cos’è quella cosa verde?”.

La dannazione negli anni si è trasformata in una vera e propria sfida. 

Non è facile convincere un palato adulto, ci sono troppi preconcetti da abbattere, molto più di quanto capiti con dei bambini.

Una mezza vittoria l’avevo ottenuta con il cavolo nero, in tempi non sospetti, quando il Meat Free Monday era dedicato a un giorno qualsiasi della settimana. Come avrei potuto rinunciare a un assaggio di cavolo fiolaro, che raccontato in due parole è una versione ancor più delicata sia di cavolo nero che del broccolo stesso?

LASAGNE DI PANE CARASAU E PESTO DI CAVOLO FIOLARO

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Il cavolo fiolaro fa parte della famiglia dei broccoli, è un meraviglioso cavolo tutto verde con qualche cima qua e là.

Il nome deriverebbe dalla quantità di “fioi” (=figli, nel senso di giovani gemme) che si trovano lungo il fusto di questo cavolo veneto, tipico del vicentino.

Io l’ho incrociato per caso tra le ceste di un produttore della mia zona, che mi ha consigliato di servirlo come contorno ripassato in padella con un semplice aglio e olio o accompagnato alla pasta a mo’ cime di rapa.

Con le dosi riportate per la realizzazione del pesto ho preparato le lasagne per due persone e un vaso da 200 g di pesto, che ho riposto in frogorifero coperto d’olio extravergine.

Il gusto è delicato, ottimo per accompagnare anche dei crostoni di pane o una semplice pasta.

Ingredienti (dosi per 2 persone)

Per il pesto: 150 g di cavolo fiolaro- 30 g pecorino sardo grattugiato- 30 g Parmigiano Reggiano grattuggiato- 25 g mandorle sgusciate- aglio- olio extravergine- peperoncino.

Per le lasagne: 3 fogli di pane carasau- brodo vegetale q.b.- 150 g stacchino- pesto di cavolo fiolaro- Parmigiano Reggiano.

Preparazione

Pulite le foglie del cavolo sfilando la parte verde dal gambo (conviene partire da sotto tenendolo con una mano e salire stringendo con l’altra), lavate con cura e lessate velocemente in pochissima acqua leggermente salata. Scolate, strizzate bene e ripassate in padella con un filo d’olio, dell’aglio schiacciato e peperoncino.

Eliminate l’aglio e il peperoncino, poi tritate tutto nel mixer, insieme alle mandorle, ai formaggi e all’olio che aggiungerete a filo finchè non si sarà formata una crema omogenea e non troppo densa.

Scaldate il forno a 200°C.

Coprite con un foglio di carta forno bagnato e poi strizzato una teglia da lasagne. Passate il pane carasau nel brodo tiepido, in maniera molto veloce: il pane dovrà mantenere la sua croccantezza, quindi fate attenzione a non inzupparlo più del necessario.

Fate degli strati iniziando col pane, aggiungendo qualche cucchiaio di pesto e stracchino a pezzi. Ripetete fino a completare la vostra teglia: l’ultimo strato copritelo con un filo di pesto e una spolverata di Parmigiano grattugiato.

Infornate per 15 minuti e lasciate intiepidire cinque minuti prima di servire.

Riso venere con crema di porri e Parmigiano allo zafferano- Meat Free Monday

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Ci sono tanti modi per tradire.

Il più delle volte neppure ci si accorge dei piccoli tradimenti perpetrati ogni giorno, come minuscoli omicidi di fiducia.

Ho riflettuto molto sulle parole scambiate con le foodblogger conosciute ieri ai Food Blog Awards: è stato nuovo per me scoprire i volti di chi si cela dietro la cortina di pixel, ci sono state risate e condivisione di pensieri è stato emozionante guardarsi per la prima volta negli occhi, parlare e trovare così tante somiglianze tra noi.

Sì, perchè nelle loro parole ho ritrovato le mie.

Nelle nostre scelte di ogni giorno a tavola, capita di sentirsi isolati, soli contro una muraglia, lì dove il tradimento trova il suo spazio.

Possiamo scegliere di tradire i nostri figli, o i nostri compagni, scegliendo alimenti che non sono tali, oppure possiamo scegliere piatti semplici, magari adottare invisibili strategie, ma essere sincere con loro.

Io scelgo e cerco di farlo ogni giorno e ringrazio tutte le altre foodblogger per avermi ricordato che non sono la sola.

RISO VENERE CON CREMA DI PORRO E PARMIGIANO ALLO ZAFFERANO

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Il riso Venere è noto per la sua digeribilità, nessun altro cereale lo eguaglia, non contiene glutine, è quindi adatto alla dieta del soggetto celiaco.
Dal punto di vista proteico questo riso risulta vantaggioso: grazie al suo elevato contenuto di lisina, possiede un valore biologico maggiore degli altri cereali.

L’elevato contenuto di acido linoleico e linolenico, acidi grassi essenziali indispensabili per le normali funzioni di tutti i tessuti e organi, ne garantisce il fabbisogno fisiologico. Il basso contenuto di sodio ed elevato di potassio rende il riso utile per l’ipertensione arteriosa ed in tutte le patologie caratterizzate da ritenzione idro-salina.

Il riso, particolarmente quello integrale come il Venere, contiene anche una notevole quantità di silicio, oligoelemento utile nella formazione e nella riparazione del tessuto osseo. Ha un contenuto di ferro quattro volte superiore al riso comune ed il doppio del selenio.
Il riso Venere è ricco di vitamine idrosolubili tra cui la B1 (tiamina), la B2 (riboflavina), la PP (niacina) e di microelementi minerali: calcio, selenio, zinco, magnesio e ferro, nonché un elevato quantitativo di antociani.

Un piatto ricco di doni senza tante pretese, perfetto contro i tradimenti.

Ingredienti (dosi per 4 persone)

300 g riso Venere- 1 porro- 2 patate piccole- 40 g Parmigiano Reggiano- zafferano- brodo vegetale q.b.- sale- olio extravergine d’oliva- una noce di burro.

Preparazione

Fate bollire il riso, pulito dall’eventuale lolla, in abbondante acqua salata (40/45 minuti).

Nel frattempo lavate e tagliate il porro a rondelle, pelate le patate, risciacquatele e tagliatele a cubetti piccoli. Fate soffriggere il porro in un tegame con un filo d’olio extravergine, sfumate con un cucchiaio di brodo e aggiungete le patate. Mantenete la salsa piuttosto cremosa aggiungendo brodo all’occorrenza. Sciogliete lo zafferrano in un dito di brodo e unitelo alle verdure.

Frullate la salsa con un mixer ad immersione. Aggiungete il parmigiano grattugiato e aggiustate di sale se necessario.

Scolate il riso, mantecatelo con una noce di burro e servite sulla salsa di parmigiano.

Insalata & c.- Meat Free Monday

Prendi una baccinella, riempila d’acqua, sciogli un cucchiaio di bicarbonato, versa l’insalata.

Ripeti.

Quante volte vi è capitato di incontrare qualche lumachina stordita ripetendo questa semplice operazione?

A me parecchie. E contrariamente al pensiero di molti, questi incontri mi rendono più serena, allietano il pranzo.

Con questo non mi voglio fare ambasciatrice di nessun appello pro animali inopportuni e confesso che, superati gli standar di  un centimetro abbondante, tendo a diventare irosa e antipatica con qualsivoglia animale che decida di volermi tenere compagnia a tutti i costi, soprattutto in cucina.

Molto più candidamente, nella mia testa, vita= no pesticidi.

Se vi fermate un attimo a riflettere: come potrebbe mai sopravvivere una lumaca in un’insalata trattata ripetutamente?

E per fare un passo più in là: come puoi fidarti di un’insalata immaccolata, che a detta loro è già lavata, ma che prima di essere mangiata necessita ancora di un risciacquo?

Così, quando l’altra sera ho fatto la conoscenza dell’ennesima amica di terra, ho pensato che fosse giunto il momento di dare spazio persino a lei nel blog: signore e signori, l’insalata.

INSALATA DI VALERIANA, CIPOLLOTTI E PARMIGIANO IN

CESTINI DI PANE

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Da queste parti c’era già passata la nostra Sweetie, che all’insalata aveva aggiunto una nota invernale, aggiungendoci le pere (la sua versione la trovate qui), io, che di inverno non ne voglio più sentir parlare e nella mia testa vedo solo fiori e pic nic, alla valeriana ho aggiunto del cipollotto fresco e dei simpatici crostini alle erbe  ( e, vista la premessa, questi non potevano che avere sembianze animalesche).

E se pur sempre di insalata si tratta, perchè non dare un volto a questo piatto?

Ingredienti

Per l’insalata: valeriana- Parmigiano Reggiano- fette di pane casereccio- erbe a piacere (timo- salvia- maggiorana-mentuccia…)- cipollotto fresco- noci- semi di zucca tostati- olio extravergine- sale.

Per il cesto di pane: pasta di pane (potete scegliere, in base al tempo che avete a disposizione, di prenderla già pronta oppure farla con la mia ricetta, metà dose basterà)

Preparazione

Riscaldate il forno a 200°C.

Prendete la vostra massa di pane, stendetela col mattarello, fatene un rettangolo.

Con un coltello affilato dividete a metà il vostro rettangolo: il primo dividetelo nel senso della lunghezza in strisce di circa due centimetri evitando di tagliare fino alla fine sul lato più in alto, il secondo dividetelo in strisce orizzontali di ugual misura, ma tagliate fino alla fine entrambi i lati.

Sollevate in maniera alternata le strisce del primo rettangolo, disponete una delle strisce del secondo in senso perpendicolare e abbassate. Ripete cercando di formare una vera e propria maglia, sollevando di volta in volta le strisce che erano rimaste abbassate.

Rivestite un contenitore in alluminio- o in un qualsiasi materiale che possa andare in forno- con della carta d’alluminio. Oliatelo per bene, poi ritagliate un cerchio sufficientemente grande per ricoprirlo dalla vostra maglia di pane.

Modellatelo sul vostro stampo e infornate per 15 minuti circa ( o finchè sarà dorato). Lasciate riposare 10 minuti prima di togliere lo stampo.

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Lavate l’insalata, asciugatela delicatamente. Lavate il cipollotto, tagliatelo in quattro parti, versate il tutto nel cesto di pane, insieme ai semi di zucca, al parmigiano in scaglie e ai crostini che avrete passato al grill per 5 minuti circa, dopo averli irrorati d’olio e spolverati con le erbe scelte.

Condite e servite.

Vellutata di topinambur e funghi-Meat Free Monday

Non è il classico lunedì.

Parlare di vellutate quando nella testa ti girano immagini di torte e candeline da soffiare, diventa più difficile del previsto.

Soprattutto se le candeline sono una mano e poco più di figlio n.1. Queste cose hanno un effetto emotivo devastante su noi povere mamme imperturbabili!

Taglio le verdure e sono nel mio letto d’ospedale, sfinita, rammendata, a lottare con un’emozione che nessuno nella vita era riuscito a trasmettermi fino a quell’istante.

C’è tutto un mondo dentro la frase “Solo una madre può capire…”: io lo guardo diventare grande, imitare il mio tono di disappunto col fratello minore o ripetere a qualcun altro uno dei miei insegnamenti, con quel tono ingenuo ma sicuro di sè, e mi gonfio il petto come se mi avessero appena appuntato la medaglia più lucente.

Così scusate se divago invece di raccontarvi la storia di questa zuppa, ma ci son regali da incartare, torte che meritano di finire in forno…insomma, cose importanti da fare!

VELLUTATA DI TOPINAMBUR E FUNGHI

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Il topinambur è la radice dell’Heliantus tuberosus, viene anche comunemente chaimato carciofo di Gerusalemme o rapa tedesca, e, per profumo e sapore, ricorda infatti quello del più nobile carciofo.

Esistono due varietà: una bianca precoce, reperibile da fine agosto, e una bordeaux, striata, sul mercato da novembre fino alla primavera.

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Innumerevoli sono i benefici: si tratta di una radice quasi totalmente priva di grassi, ma ricca in sali minerali e fibre. Diuretico, molto adatto per le persone con reumatismi, ritenzione idrica o diabete , non contiene amido, ma contiene inulina, un carboidrato complesso di catene molecolari di fruttosio (una forma di zucchero che si trova nella frutta).

Il fiore è giallo e ricorda molto il “fratellastro” girasole, potreste incontrarlo in natura molto più facilmente di quanto crediate,quindi…occhi bene aperti!

Ingredienti (dosi per 4 persone)

500 g topinambur- 4 patate piccole- 1 porro- 100 g funghi porcini o prataioli (io ho utilizzato i nostri funghi porcini surgelati)- prezzemolo- 1 cucchiaio di farina di castagne- pepe bianco- sale – 1 litro di brodo vegetale- olio extravergine d’oliva.

Preparazione

Pulite il topinambur dalla pellicina esterna, pelate le patate, lavate le verdure e tagliatele a cubetti. Affettate il porro e fatelo soffriggere in un filo d’olio. Calate le verdure a tocchetti e, una volta insaporite, copritele con il brodo e cuocete fino a quando siail topinambur, sia la patata saranno diventate morbide. Aggiustate di sale e spegnete.

In un tegame a parte, fate saltare i funghi in un filo d’olio, sfumate col brodo e aggiungete la farina di castagne e il prezzemolo. Salate e pepate.

Passate con un frullatore a immersione, guarnite coi funghi e servite.