Vellutata di topinambur e funghi-Meat Free Monday

Non è il classico lunedì.

Parlare di vellutate quando nella testa ti girano immagini di torte e candeline da soffiare, diventa più difficile del previsto.

Soprattutto se le candeline sono una mano e poco più di figlio n.1. Queste cose hanno un effetto emotivo devastante su noi povere mamme imperturbabili!

Taglio le verdure e sono nel mio letto d’ospedale, sfinita, rammendata, a lottare con un’emozione che nessuno nella vita era riuscito a trasmettermi fino a quell’istante.

C’è tutto un mondo dentro la frase “Solo una madre può capire…”: io lo guardo diventare grande, imitare il mio tono di disappunto col fratello minore o ripetere a qualcun altro uno dei miei insegnamenti, con quel tono ingenuo ma sicuro di sè, e mi gonfio il petto come se mi avessero appena appuntato la medaglia più lucente.

Così scusate se divago invece di raccontarvi la storia di questa zuppa, ma ci son regali da incartare, torte che meritano di finire in forno…insomma, cose importanti da fare!

VELLUTATA DI TOPINAMBUR E FUNGHI

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Il topinambur è la radice dell’Heliantus tuberosus, viene anche comunemente chaimato carciofo di Gerusalemme o rapa tedesca, e, per profumo e sapore, ricorda infatti quello del più nobile carciofo.

Esistono due varietà: una bianca precoce, reperibile da fine agosto, e una bordeaux, striata, sul mercato da novembre fino alla primavera.

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Innumerevoli sono i benefici: si tratta di una radice quasi totalmente priva di grassi, ma ricca in sali minerali e fibre. Diuretico, molto adatto per le persone con reumatismi, ritenzione idrica o diabete , non contiene amido, ma contiene inulina, un carboidrato complesso di catene molecolari di fruttosio (una forma di zucchero che si trova nella frutta).

Il fiore è giallo e ricorda molto il “fratellastro” girasole, potreste incontrarlo in natura molto più facilmente di quanto crediate,quindi…occhi bene aperti!

Ingredienti (dosi per 4 persone)

500 g topinambur- 4 patate piccole- 1 porro- 100 g funghi porcini o prataioli (io ho utilizzato i nostri funghi porcini surgelati)- prezzemolo- 1 cucchiaio di farina di castagne- pepe bianco- sale – 1 litro di brodo vegetale- olio extravergine d’oliva.

Preparazione

Pulite il topinambur dalla pellicina esterna, pelate le patate, lavate le verdure e tagliatele a cubetti. Affettate il porro e fatelo soffriggere in un filo d’olio. Calate le verdure a tocchetti e, una volta insaporite, copritele con il brodo e cuocete fino a quando siail topinambur, sia la patata saranno diventate morbide. Aggiustate di sale e spegnete.

In un tegame a parte, fate saltare i funghi in un filo d’olio, sfumate col brodo e aggiungete la farina di castagne e il prezzemolo. Salate e pepate.

Passate con un frullatore a immersione, guarnite coi funghi e servite.

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L’arte di arrangiarsi (ovvero vellutata virtuosa degli scarti)

La bellezza dell’avere un blog (o almeno quella che per me è pura dipendenza), è che c’è un’enormità di cose da imparare dagli altri.

E’ un continuo leggere storie: aprire un libro e poi un altro e poi un altro ancora, o aprira una finestra su una vita intera, su pensieri, a volte, o su ricordi. Qualunque cosa sia, io da queste storie sto imparando continuamente, da quasi un anno: come piegare meglio il mio pane, le virtù degli alimenti, a volte (e qui si fatica) ad allestire meglio le foto, a non litigare con la luce.

Anche a cucinare con gli scarti.

No, non è uno scherzo: con gli scarti.

Mi capita spesso di osservare quello che butto: a volte il contenitore impiega giorni per colmarsi, altre basta un’unica giornata. E non per la quantità di piatti cucinati quanto per come sono stati preparati.

Cucinare senza sprechi non è una pratica innovativa, nè tanto meno una mia scoperta, ma se siete come me- e un po’ lo spero- e non riuscite proprio a mettere a tacere quella vocina che vi chiede sempre se state facendo nel modo giusto, questa sarà una di quelle ricette che vi farà sentire in pace con l’universo intero oltre che sazi.

VELLUTATA DI CARCIOFI 

( o vellutata virtuosa degli scarti)

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Per la prima parte della preparazione vi rimando al blog di Lisa Casali e al suo articolo relativo al carciofo.

Per le quantità sarò più approssimativa del solito, poichè trattandosi di scarti, non ho una quantità ben definita, ma ho usato la famosissima tecnica “a occhio” per le dosi e la tecnica del passaverdura per estrarre la polpa dai suddetti scarti.

Ingredienti (dosi per 3/4 persone)

Gambi e foglie puliti di 6 carciofi- 40 g burro- 30g farina- 250 ml latte- sale.

Per guarnire: erbe a piacere (erba cipollina, per me)- crostini.

Preparazione

Cuocete in acqua leggermente acidulata le foglie di carciofo a cui avrete eliminato le spine e i gambi a cui avete tolto la parte esterna più coriacea per 10 minuti in pentola a pressione o per 25 minuti in pentola normale. Scolate e immergete in acqua fredda per qualche minuto. Passate il tutto nel passaverdura, così da separare la polpa dalle parti più dure.

In un tegame alto, preparate un roux col burro e la farina, fate tostare e aggiungete il latte tiepido a filo, facendo attenzione a non formare grumi.

Aggiungete la polpa setacciata di carciofo e portate a bollore.

Salate e spegnete dopo un paio di minuti. Servite calda con crostini e una spolverata di erbe a piacere.

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E se vi state facendo quella domanda, la risposta è “Sì!L’ha mangiata anche lui!” ^__^

Natale allo zenzero

La sera di Natale, la frase più ripetuta rimane questa ”E’ già passato un altro Natale”.

Così tutta l’attesa tramuta di botto in malinconia per qualcosa che è già andato perso, ingiustamente, pare…perché contrariamente a quanto si vuol far credere, vorremmo tutti che il Natale durasse in eterno.

Chi non vorrebbe che la gentilezza delle persone si sprecasse ogni momento e non fosse che un lontano ricordo in un comune giorno d’estate?

Perché dopotutto è di questo che si tratta: dello stare insieme , del condividere stanze fin troppo piccole per tutta quella gioia, di pensieri e non di regali obbligati, di una buona scusa per essere felici.

C’è bisogno di una mano gentile che faccia scivolare via piano tutta questa felicità in eccesso, che lasci il tempo a cuore e stomaco per ricominciare piano ad abituarsi al freddo dell’inverno.

VELLUTATA DI LENTICCHIE E ZENZERO

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Postumi da una due giorni (per qualcuno tre giorni) natalizia a tavola, lo zenzero è sicuramente uno dei migliori alleati del vostro stomaco: fresco o essicato non importa, le sue proprietà benefiche sono una medicina perfetta.

E poi esiste spezia più natalizia?

Ingredienti (dosi per 4 persone)

250 g lenticchie rosse piccole- 1 foglia di alloro- 2 foglie di salvia- 3 carote- olio extravergine di oliva- 1 cucchiaio di salsa di pomodoro- 1 cucchiaio raso di zenzero macinato o grattugiato (se usate quello fresco, meno di un cucchiaio basterà)- sale- peperoncino.

Preparazione

Mettete le lenticchie in ammollo, se piccole, un’ora basterà. Scolatele, copritele d’acqua e portatele ad ebollizione con gli aromi (alloro e salvia). Lasciate sobbollire per 40 minuti, aggiungendo acqua all’occorrenza.

Pulite le carote, fatele a tocchetti molto piccoli e fateli appassire in un tegame a parte con un filo d’olio. Aggiungete la salsa e fate cuocere per 5 minuti.  Prima di spegnere le lenticchie salatele, aromatizzate con lo zenzero e calate parte delle carote.

Passate i legumi col frullatore a immersione e servite ben caldo, decorando il piatto con un cucchiaio di brunoise, una c d’olio e, per chi lo ama, del peperoncino.

Se non amate le zuppe potete sempre ricorrere ad un ottimo infuso: acqua bollente, miele, succo di limone, zenzero fresco grattugiato. Lasciare in infusione 5 minuti, filtrare e versare in tazza. Aiuta la digestione e riscalda.